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venerdì 19 aprile 2019

PRESENTAZIONE LISTA PD ELEZIONI EUROPEE

Mercoledì 24 aprile, alle 11,30 al caffè Pastis di Piazza Emanuele Filiberto a Torino, il Partito Democratico presenterà i candidati piemontesi alle Elezioni Europee, un appuntamento cui parteciperà anche il capolista della circoscrizione Nord-Ovest Giuliano Pisapia. Verranno discusse le proposte chiave del programma per una nuova Europa, verde, giusta e democratica. A rappresentare il Piemonte nelle liste del Partito Democratico sono Ivana Borsotto, cuneese ed esperta di cooperazione internazionale, Mercedes Bresso, economista e parlamentare europea uscente, Giuliano Faccani, neurochirurgo, primario del CTO di Torino, Anna Mastromarino, professore di diritto pubblico comparato dell'Università di Torino, Enrico Morando, alessandrino e già viceministro dell'Economia e Daniele Viotti, alessandrino, parlamentare europeo uscente. I sei candidati piemontesi, che rappresentano mondi e territori diversi, dialogheranno con l'ex sindaco di Milano, Giuliano Pisapia, designato capolista. La conferenza stampa verrà presentata dal segretario del Pd Piemonte, Paolo Furia e da Michele Miravalle, responsabile Europa del Pd Piemonte. La giornata di Giuliano Pisapia proseguirà a Settimo Torinese con un incontro alle ore 15 a sostegno della candidata sindaca Elena Piastra.

OSSERVATORIO APRILE 2019

L'OSSERVATORIO. Salutiamo con piacere la definitiva completa assoluzione di Ignazio Marino, il “marziano” come lo chiamavano a Roma, quasi ad indicarne l'estraneità alle logiche dei poteri locali; credo che gli si debbano le scuse per come fu trattato allora dal partito, anche se le sue dimissioni, dovute a quelle in blocco dei suoi consiglieri e certificate da un notaio, furono attribuite ad una sua presunta “inadeguatezza”. Se è vero che non gli furono estranee alcune leggerezze (lo starsene spesso a New York ad incontrare Bill De Blasio, sindaco dem della Grande Mela, o il tirare stupidamente in ballo il papa, che poi lo smentì, per un invito al Forum mondiale delle famiglie a Filadelfia), è altrettanto vero che i motivi sono stati ben altri, probabilmente l'essere (come detto) fuori dagli schemi; ciò evidentemente, considerando la visibilità politica all'interno ed all'esterno del partito che avrebbe potuto acquisire in quanto sindaco della Capitale, non era cosa gradita ai vertici nazionali. Spiace pertanto il tono tuttora perentorio con cui Orfini, all'epoca commissario del Pd a Roma e primo artefice locale della cacciata di Marino dal Campidoglio, ancor oggi giustifica quei comportamenti. Ma la gioia per l'assoluzione del Nostro viene in questi giorni offuscata dalle notizie provenienti dall'Umbria; è un problema serio che Zingaretti sembra stia affrontando con fermezza e pacatezza di toni (smetterla con frasi tipo “giustizia ad orologeria”...lasciamole al centrodestra ed ai grillini!). Conviene ribadire che le responsabilità sono sempre personali, ma quando si crea un sistema di raccomandazioni nelle assunzioni pubbliche (in questo caso nella Sanità) è inevitabile che il partito, da sempre alla guida della regione, ne venga coinvolto in toto. Speriamo che la presidentessa Catiuscia Marini ne possa uscire presto (anche se alcune intercettazioni sembrerebbero inchiodarla) in modo da consentire il naturale corso della consiliatura e di poter dunque “spiegare” nel frattempo agli Umbri, chiamati ad una importante tornata amministrativa (oltre 60 città al voto), le altre buone cose fatte. In particolare sarà importante riconquistare Perugia, passata al centrodestra; il candidato sindaco, il giornalista di Rai 3, Giuliano Giubilei, è persona valida ed al di sopra di certe logiche e si sta impegnando per un Pd locale aperto al civismo, quindi con una immagine nuova, pare anche largamente condivisa in città...In generale però il problema della selezione di una nuova classe dirigente si pone in maniera impellente nel partito; speriamo quindi che l'impegno della Segreteria Nazionale sia davvero efficace al riguardo ed un messaggio di serio rinnovamento arrivi all'elettorato. Nè ci si può “consolare” per il fatto che le altre forze politiche non possono certo permettersi di “spararci addosso”: la Lega ha i ben noti problemi di finanziamenti, tra l'altro con quei 49 milioni di euro, una truffa allo Stato, da restituire in circa 90 anni (!!), i Cinquestelle hanno le piaghe scoperte della Giunta romana, oltre alla sindaco Appendino anche lei indagata. Credo invece che il partito, impegnato nella doverosa composizione delle liste per l'Europee ed a ricostruire un rapporto con i Sindacati, il mondo dell'imprenditoria e del Terzo Settore, debba spingere sull'acceleratore di una critica serrata e puntuale sul Governo e le sue scelte, con proposte immediatamente percepibili come alternative (su fisco, lavoro, welfare, pensioni, diritti....). I continui litigi nella compagine governativa possono aprire praterie per una nuova e puntuale azione politica; si pone però in modo impellente il problema della comunicazione del partito. In un recente articolo de “L'Espresso” si riportava come a livello di social, rispetto a Salvini ma anche allo stesso Di Maio, che pure ha un numero di “followers”decisamente inferiore al Ministro dell'Interno, il segretario Zingaretti sia molti passi indietro. E' interessante notare come, secondo l'articolo citato, sui social i grillini e i leghisti non si contrappongano così come capita sugli altri mezzi di informazione (e nella realtà); i Cinquestelle in particolare sul web continuano a prendersela col Pd, e si capisce bene: loro hanno disperato bisogno di recuperare consensi per cui le critiche a Salvini servono da un lato a “tranquillizzare” l'anima storica del Movimento, che soffrirebbe questo spostamento a destra, dall'altro l'attacco al Pd, come pure l'apparente attuale disponibilità verso l'accoglienza dei possibili immigrati che la crisi libica provocherebbe (dopo aver parlato fino a ieri sul tema come il leader della Lega!), è utile per coprirsi a sinistra. Ma se è naturale per il nostro partito criticare Salvini anche per il suo flirtare con i partiti di estrema destra in Europa, è un po' più difficile attaccare i Pentastellati, e non in quanto non vi siano argomenti su cui farlo, quanto perchè, al fine di recuperare i voti ivi traslocati, oltre la critica alle innumerevoli contraddizioni del sempre sorridente Di Maio e Co., esiste la necessità di una serie di proposte incisive e credibili. Abbiamo detto del rinnovamento del personale politico, ma non basta: occorre una politica estera seria, che non parli di “marchette” alla Francia e non corteggi i Gilet Gialli, nuove proposte per il lavoro, ma soprattutto fondamentale sarà porre le basi per una cultura della sinistra che vada dalla riaffermazione dell'interesse generale su quello privato alla “legittimazione del potere pubblico nell'imporre regole che non distruggano il corpo sociale” (come tra l'altro auspica l'astro nascente della Gauche francese, Raphael Glucksmann), ed un nuovo dialogo con le periferie. Ed alla luce della vicenda umbra và detto che tali casi impongono ormai non solo un ricambio del personale politico, quanto invece riforme radicali che non consentano più ad un singolo, sia esso Direttore Generale di un'ASL o un Dirigente Scolastico o della Pubblica Amministrazione, di avere poteri di scelta pressocchè assoluti (un po' meno per i Presidi c'è da dire) circa il personale da assumere o da promuovere; inevitabilmente, poiché certe cariche sono ancora di nomina politica, o comunque “non indifferenti” alla politica, determinate pressioni potranno essere sempre all'ordine del giorno..E' ora di imprimere una svolta al riguardo...Insomma, ci aspetta il periodo duro ma affascinante di una nuova consapevolezza: spetterà anche ai simpatizzanti e militanti non vanificare il tutto con polemiche di corto respiro. Buona Pasqua a tutti. Gianni Amendola N.B.: gli altri “Osservatori” sono disponibili sul blog del partito.