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Caporalato, Martina: mai più schiavi nei campi

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sabato 10 novembre 2018

OSSERVATORIO NOVEMBRE 2018

L'OSSERVATORIO. La fase politica attuale, caratterizzata da una spiccata conflittualità tra le due componenti di Governo, potrebbe evolvere anche verso una crisi, motivo per cui come opposizione bisognerà trovarci preparati. Certo è che il cammino verso le primarie per la Segreteria e successivo Congresso sembra ancora piuttosto incerto e nebuloso; peraltro si cominciano a prefigurare soluzioni nell' eventualità, tutt'altro che remota, di un esito “ai gazebo” non in grado di consentire il raggiungimento del 50% ai possibili candidati alla Segreteria (ufficiali e non, al momento), rendendo necessario il ricorso all'Assemblea Nazionale, con tutti gli incroci di “interessi particolari” che senz'altro la caratterizzeranno. Io credo, come tanti militanti del resto, che o il Pd saprà trovare nuove forti motivazioni per recuperare un rapporto con quelle fasce estese di popolazione rimaste “in periferia” (nel lavoro, nel reddito, nella possibilità di accedere pienamente al welfare...) e con quelle categorie professionali che han guardato con forti speranze al partito (insegnanti, medici pubblici, ricercatori, mondo dell'arte e della cultura...) o imploderà del tutto. Bisogna mettersi in testa come questi ceti sociali di tradizionale riferimento si siano sentiti traditi da determinate scelte che hanno modificato il volto della sinistra, quali ad esempio la visione “aziendalistica” dei servizi, (Scuola e Ospedali in primis...) non solamente dal punto di vista di una gestione economica adeguata, quanto invece per una vera e propria conversione ad una logica “premiale” delle risorse umane (scambiata per meritocrazia), lasciata spesso alla discrezionalità dei vari “dirigenti”, che ha finito per rompere quello spirito solidaristico di cui la sinistra stessa dovrebbe essere alfiera, finendo col creare, speci in ambito pubblico, una mentalità di “supremazia sull'altro” (il proprio personale interesse) e di lecchinaggio verso il diretto superiore, erogatore di incentivi. Non sono certo per l' “appiattimento”, ma o si comprende l'urgenza di delineare in anticipo criteri di valutazione condivisi o si determineranno inevitabilmente situazioni di ingiustizia (e posso garantire, nella mia esperienza di medico ospedaliero, che ne ho viste non poche...). Mi rendo conto che non sarà per nulla facile tornare indietro, se non all'antico quantomeno ad una visione “non appiattita” (proprio il caso di dirlo) su un efficientismo spesso fine a se stesso (per fare un esempio: quanti “progetti” inutili, buoni solo a far distribuire soldi in più, si fanno nelle scuole, spesso a scapito della didattica?). Sono state queste, ora accennate sommariamente, una buona parte delle cause della sconfitte elettorali “in serie” del Pd, insieme come detto alla grave trascuratezza verso le periferie...Ho l'impressione però (lieto di essere smentito) che il congresso del partito non andrà fino in fondo circa le cause del tracollo elettorale; forse aleggerà il timore di una scissione di termini cospicui e si cercherà di non spingere troppo certe critiche. Ma è ovvio che un Pd che desse l'idea di “stare insieme”, tra le varie anime, senza proporre esplicitamente una rinnovata visione politica, un nuovo programma che tenga sì conto delle cose buone fatte, ma sia di netta chiusura verso gli errori commessi, rimarrà in un limbo pericoloso. Segnali “dalla base” (pensiamo alla manifestazione del 30/9) ci sono, ma se li si sprecherà da una parte per una voglia di rivincita (?), dall'altra per l'incapacità di mostrarsi alternativi ad un modello di partito che ha saltato ogni mediazione sociale e che ha finito per chiudersi in una torre d'avorio, non si andrà avanti; potremmo davvero arrivare alla fine di un cammino, ma sarebbe letale per il Paese e per la qualità della nostra democrazia. --------------------- Che dire ora del Governo? I leghisti stanno crescendo nei sondaggi grazie soprattutto alla “percezione” che finalmente è arrivato l'uomo forte che mette in riga migranti, clandestini, Europa (ed Euro). Il popolo ha spesso la memoria corta e dimentica che la Lega è stata parte integrante dei governi Berlusconi che hanno portato l'Italia sull'orlo del dissesto, che la stessa Lega deve dare risposte sui milioni “spariti” (i Cinquestelle paiono disinteressarsi della cosa...), senza dimenticare inoltre che non molti anni fa la loro banca, la Credieuronord (epoca di Fiorani e di Fazio governatore della Banca d'Italia), fallì miseramente (lo ricordano i Cinquestelle?)..Ma tant'è: si ha l'idea che i migranti siano ricacciati indietro grazie a Salvini? Questo evidentemente basta ad un Paese descritto da un recente sondaggio Istat come rancoroso ed impaurito. I Pentastellati dal canto loro si stanno rivelando per quel che già si diceva: un partito (partito?) militarizzato, con un comandante supremo che a quanto pare non si confronta molto nemmeno con i suoi parlamentari, soprattutto parla con il linguaggio dei social (e ne segue le pulsioni, per cui dice cose in modo che che siano gradite alla base, sempre tumuluosa ed insultante (sarà...il “cambiamento”?), evidentemente concordate con i responsabili della comunicazione, senza però una visione complessiva di Paese. Per non dire poi dello strame che stan facendo del Parlamento che lavora pochissimo, mai come in questi tempi, cui però vien richiesta la fiducia quando occorre (ma ai tempi di Renzi, la colorita senatrice Taverna non disse che le fiducie erano “merda”?), indicando al ludibrio i dissenzienti che forse benevolmente non saranno espulsi solo per gli esigui numeri della maggioranza al Senato, come si è visto per il “decreto sicurezza”, salvato dai voti decisivi di FdI. Il fatto è che il pensiero di Casaleggio, vero padrone delle idee dei Cinquestelle, vagheggia una futura democrazia diretta per consentire ai cittadini di esprimere il loro parere (sigh!) e di essere quindi protagonisti in prima persona della funzione legislativa (!), ovviamente tramite la piattaforma Rousseau (immaginarsi gli introiti milionari...), ragion per cui il Parlamento non avrà più senso, come pure il Presidente della Repubblica, per il quale il santone evasore condonato Beppe Grillo ha già proposto una modifica dei compiti che la Costituzione gli riconosce (ma costoro sanno di che parlano?). Questo perchè, quale Potere autonomo non eletto dal popolo ma dal Parlamento, può ostacolare l'azione del “Governo del cambiamento”, in quanto ha facoltà di respingere leggi e comunque, tramite la sua moral suasion, operare per dare sbocchi meno di rottura delle proposte di Governo. Eppure all'epoca del referendum i Pentastellati sono stati in prima fila per la difesa della Costituzione (in testa Di Battista)!! Ma era ovvio che a loro interessava solo la sconfitta del Pd di Renzi, non certo la tutela della Carta Costituzionale. Vien da sé che tale quadro politico richiederebbe un'opposizione “vera”, motivata, ma...con le Primarie ed il Congresso (se e quando si farà!) la testa di tanti “piddini” è già da tempo su altre cose... Gianni Amendola

venerdì 2 novembre 2018

Sì TAV

Presso la sede Pd di c.so Casale di Asti è possibile sottoscrivere l'appello SiTav già sostenuto da oltre 20 Consiglieri regionali di maggioranza e minoranza. Il medesimo appello può anche essere sottoscritto elettronicamente al seguente link: SiTAV

venerdì 26 ottobre 2018

Elezioni Provinciali



Vista l'unica lista presentata per il rinnovo del consiglio provinciale astigiano, per cui tutti i dieci candidati saranno eletti, il Partito Democratico invita gli amministratori comunali a partecipare alle elezioni del prossimo 31 Ottobre anche se per la composizione della stessa lista non c'è stata la maggiore, possibile ed auspicata condivisione.

Pino Goria, Segretario Provinciale del Partito Democratico.

martedì 23 ottobre 2018

Regione Piemonte: gran lavoro per i cittadini piemontesi!

Cara amica, caro amico, è giunto il momento di iniziare a raccontare quello che è stato il grande lavoro svolto dal centro-sinistra alla guida della Regione Piemonte dal 2014 ad oggi. In questo documento abbiamo raccolto i principali provvedimenti legislativi e le principali misure adottate dalla Giunta e dal Consiglio regionale per il buon Governo della nostra regione, per i cittadini piemontesi, per le famiglie e per le imprese. Non si tratta di un elenco esaustivo di tutte le norme approvate, ma una testimonianza di come, con le idee e l’impegno, si può fare la buona Politica, quella di cui la nostra regione ha bisogno. Abbiamo volutamente deciso di non perderci in fronzoli o in immagini suggestive, privilegiando la scrittura, per cercare di spiegare al meglio le decisioni assunte. Leggendolo Vi accorgerete che si è fatto tanto, ma molto è il lavoro che dobbiamo e vogliamo ancora fare. Ci impegneremo ad intervenire per quanto possibile prima della fine di questa Legislatura e, se avremo la fiducia dei cittadini piemontesi, abbiamo intenzione di proseguire con il medesimo impegno negli anni futuri, con l'obiettivo di garantire ai piemontesi servizi efficienti e nuove opportunità di sviluppo e competitività per il territorio. -- Domenico RAVETTI, Capogruppo PD Piemonte Elvio ROSTAGNO, vice Capogruppo PD Piemonte La Regione Piemonte al servizio dei cittadini

Interrogazione Consiliare PD Asti

Restiamo Umani: Manifestazione contro il razzismo

Asti, 27/10/2018, Piazza Marconi, ore 15.00 Marcia della solidarietà e dell’accoglienza contro il razzismo e il Decreto sicurezza/immigrazione. In un momento in cui l'Italia sembra prendere una deriva autoritaria, razzista e xenofoba, vogliamo mobilitarci per rompere il silenzio, per ribadire i valori e i principi costituzionali fondanti della nostra democrazia e per mostrare il volto di una società solidale e rispettosa delle differenze. Siamo profondamente allarmati dal clima d’indifferenza, egoismo, timori, intolleranza che tutto ciò ha alimentato e reso possibile. È il momento di reagire, mobilitarsi e unirci contro questa deriva che attacca la libertà di tutte e tutti:  Per il ritiro del recente Decreto immigrazione e sicurezza.  Per una buona accoglienza e per politiche inclusive.  Per la difesa del “modello Riace” simbolo di accoglienza diffusa che ha rianimato un paese morente e promosso processi di integrazione. Solidarietà a Domenico Lucano.  Contro l'esclusione, per la giustizia sociale, la garanzia dei diritti umani e costituzionali, l’uguaglianza di fronte a legge e fisco.  Contro il razzismo dilagante, la violenza sulle donne, l’omofobia e ogni tipo di discriminazione. Per queste ragioni è convocato un Corteo Cittadino pacifico, solidale, accogliente e plurale: sabato 27 ottobre h. 15.00 ad Asti, da Piazza Marconi (Stazione F. S.) conclusione in Piazza S. Secondo. Adesioni: ANPI, ACLI, ARCI Asti, Langhe e Roero, Coordinamento Asti Est, Associazione A Sinistra, Casa del Popolo, Comitato Astigiano per la difesa della Costituzione, Libera Asti, Legambiente, PIAM Onlus, Noix de Kola, Ass. Tempi di Fraternità Onlus, Collettivo studentesco Avamposto 129, Love is Love, Se Non Ora Quando, Cittadinanzattiva Asti, ASIAP-Associazione senegalo italiana Asti e provincia, CGIL, CISL, Articolo 1 Mdp (Leu), Possibile, Potere al Popolo Asti, Rifondazione Comunista Asti, Partito Democratico Asti, Beppe Rovera Consigliere Comunale “Ambiente Asti”, Beppe Passarino e Michele Anselmo Consiglieri Comunali “Uniti si può”, Giorgio Brosio Consigliere Provinciale.

mercoledì 17 ottobre 2018

CONCORSO PIAZZA CAMPO DEL PALIO

Gentilissima Presidente, Le è certamente noto che l’Asp, nel marzo 2017 ha lanciato un concorso di idee sulla riqualificazione urbanistica e architettonica di Piazza campo del Palio, con l’obiettivo di rivitalizzarla rendendola più fruibile e sicura per i cittadini . Secondo quanto riportato dai media sono giunti 23 progetti presentati da professionisti provenienti da varie città d’Italia. A suo tempo furono resi noti al pubblico solo i tre progetti che la commissione giudicò più validi, noi riteniamo invece che sarebbe opportuno renderli noti tutti, attraverso una esposizione aperta al pubblico. Tale iniziativa, alla quale ci rendiamo disponibili a collaborare, assolverebbe a giusti principi di trasparenza ma contribuirebbe anche a rendere più consapevole il dibattito che pensiamo si debba aprire in città sulle opere infrastrutturali per il centro storico. Leggiamo infatti di ipotesi di parcheggio sotterraneo sotto Piazza Alfieri o sotto Piazza De Andrè, ma ricordiamo che il concorso di idee per Piazza Campo del Palio fu istituito in seguito alle indicazioni emerse da una consultazione sulla mobilità promossa dalla Giunta Comunale il 12 novembre 2016 che vide indicare, dalla maggior parte dei portatori di interesse presenti, proprio in Campo del Palio l’ubicazione di un nuovo parcheggio. L’obiettivo non è certo quello di sponsorizzare un progetto piuttosto che un altro (noi pensiamo che su questi argomenti le posizioni debbano essere più “laiche” possibili ed avvalersi di studi costi e benefici redatti da tecnici di comprovate competenze) ma quello di rendere il processo decisionale partecipato e condiviso che porti quanto prima a trasformare Piazza Alfieri nel salotto della città, libero dalle auto e che Piazza Campo del Palio subisca di un profondo restyling. Cordiali saluti. Circolo Cittadino Partito Democratico Mario Mortara

giovedì 11 ottobre 2018

PD incontra gli abitanti di Villaggio Bellavista

Il gruppo Consiliare PD (Motta, Ferlisi, Sutera, Dolce) e rappresentanti del Circolo cittadino PD (Mortara, Ghigo) incontreranno gli abitanti del villaggio Bellavista e zone limitrofe per condividere le problematiche e supportare le richieste fatte alla Giunta Comunale. Mercoledì 17 Ottobre, ore 20.30 presso il circolo ANSPI Santo Spirito Via Don Gallo 14.

Ecco la verità sulle dimissioni all'ASP

Il PD di Asti è tornato alla carica in una conferenza pubblica dove ha riportato, dopo aver richiesto un accesso agli atti, le vere motivazioni delle dimissioni avvenute all'ASP. Erano presenti: Maria Ferlisi, Antonio Sutera, Angela Motta, Mario Mortara, Giovanna Beccuti.

Sanità Piemontese: Piano delle cronicità

Venerdì 12 Ottobre con l'assessore alla sanità della regione Piemonte Antonio Saitta si parlerà delle gestioni delle cronicità citando esempi virtuosi. Parteciperanno il vice presidente del consiglio regionale della regione Piemonte Angela Motta e il direttore generale dell'ASL di Asti Mario Nicola Francesco Alparone. Cardinal Massaia, venerdì 12 Ottobre dalle ore 14.00 alle ore 18.00.

ELEZIONI PROVINCIALI

Il Centrodestra é orientato a definire autonomamente una lista di candidati per il rinnovo del Consiglio provinciale previsto per il prossimo 31 ottobre. Il PD, volendo contribuire responsabilmente alla difficile amministrazione provinciale, ha apprezzato l'idea proposta circa due settimane fa dal Presidente di comporre una lista di 10 amministratori comunali delle diverse zone del territorio provinciale. Il successivo confronto col Centrodestra non ha però consentito di convenire condizioni soddisfacenti, cioè fondando la lista su riconosciute espressioni di ciascuna zona. Il PD mantiene pertanto ferma la necessità di riconoscere nella lista una giusta rappresentanza a ciascuna zona. Asti, 9 ottobre 2018 Pino Goria, segretario provinciale PD

lunedì 8 ottobre 2018

OSSERVATORIO OTTOBRE 2018

L'OSSERVATORIO. Senza pretesa alcuna di sentirmi “essenziale”, ma solo per rispondere positivamente all'invito di diversi amici e compagni a proseguire l'invio dell'Osservatorio, che vi spedisco questo nuovo scritto, che spero vogliate gradire (anche se non vi trovaste d'accordo). Il Governo e l'Europa. Era evidente, come le dichiarazioni di questi giorni hanno confermato, che la vera posta in gioco dell'attuale maggioranza giallo-verde attraverso il Dpef fosse l'UE e i suoi vincoli. Matteo e Giggino sapevano benissimo che l'Europa avrebbe contestato l'ipotesi di manovra economica del governo con il suo 2.4% nel rapporto deficit/Pil, ma fedeli ad un clichè che li vuole decisi, imperterriti, come persone che non guardano in faccia a nessuno, a beneficio delle rispettive claque sui social, sembran decisi ad andare avanti, senza dare convincenti risposte alla ovvia considerazione che il conseguente aumento dello “spread” andrà ad incidere non poco sul risparmio degli Italiani. Ma come il “grande” statista Di Maio ha detto: “noi (i pentastellati) tra lo spread ed i cittadini scegliamo questi ultimi”, quasi ad ammettere che l'azione della maggioranza tende più a mantenere e gestire il consenso elettorale dei rispettivi contraenti il patto che non al Paese nella sua interezza. E c'è un'altra considerazione da fare, a mio avviso: il Movimento sta mettendo in gioco se non la propria sopravvivenza politica, certamente la sua attuale gerarchia e composizione. In altri termini, se Salvini, come detto, può interrompere l'attuale esperienza governativa, senza “grossi danni politici” anche andando anticipatamente al voto (in caso di retrocessione rispetto alle attuali percentuali accreditategli, la sua Lega avrebbe comunque un notevole incremento rispetto al 4 marzo e soprattutto sarebbe il partito più consistente in ambito centro-destra), Di Maio no, tanto più se alle prossime Europee (e parziali Regionali) il Movimento dovesse calare al di sotto del 30%, perchè per lui sarebbe la fine del suo ruolo di capo (cosa che certamente lo rende particolarmente nervoso, ammettendo nelle difficoltà “i miei non li reggo più”); del resto l'elettorato pentastellato è assai variegato e questa accondiscendenza dei Cinquestelle verso Salvini può rimanere un malumore sottotraccia finchè il Movimento sembra portare a casa il suo programma, ma quando dovesse mancare un riscontro elettorale positivo sarà inevitabile che tale malcontento represso diventi esplicito. Che significato infatti può avere quest'insistenza sul rapporto deficit/pil al 2.4% se non mostrare i muscoli e far vedere che l'aria è cambiata, motivo per cui una eventuale e “ragionevole” riduzione da quella quota significherebbe “perdere la faccia”? Ma poi, solo per fare qualche rapida considerazione, che senso ha parlare di reddito di cittadinanza in chiave “etica”? Chi stabilisce quali acquisti (coi soldi del reddito) sarebbero morali e quali no? Il Governo? E sulla base di quali parametri? Ed ancora: come mai non c'è stata finora una vera proposta per combattere l'evasione fiscale che in Italia è davvero eccessiva? Solo perchè Giggino governa con la Lega notoriamente allergica a controlli fiscali (accettandone però l'idea di “pace fiscale”, che non è altro che un vero e proprio condono) o perchè sà che su un tale argomento (come per l'immigrazione) rischia di perdere voti? E per qual motivo, dato che volendo si possono conoscere i tanti evasori condonati, i Cinquestelle non fanno la proposta “retroattiva” (o la retroattività vale solo per i vitalizi?) fino a 15-20 anni, di un serio, “etico” (stavolta sì) patto con costoro, concordando in pochi anni la restituzione di quanto hanno consapevolmente sottratto allo Stato (e quindi ai cittadini)? Per non coinvolgere Beppe Grillo, condonato nel 2005? E come si conciliano dunque gli anni di carcere proposti per chi dovesse usufruire del reddito di cittadinanza, violandone furbescamente però le norme e le condizioni stabilite, con questa sostanziale benevolenza verso gli evasori? Il caso Verona. Io spero che il caso della capogruppo dem al consiglio comunale della città veneta, Carla Padovani, venga affrontato con lucidità e con una certa elasticità mentale. Il Pd è un partito plurale, vi sono dentro molti cattolici convinti e un tema come l'aborto non può non rientrare tra quelli che investono in profondità la coscienza personale di ognuno. Detto ciò, è ovvio che la posizione espressa dalla maggioranza del consiglio comunale veronese è soprattutto strumentale; definire Verona “città aperta alla vita” vuol per caso dire che altre città in Italia sono “aperte alla morte”? Come non vedere che un tale pronunciamento viene a cadere proprio con un governo nazionale “omogeneo” alla maggioranza politica della città (da tempo) e che ha un ministro per la Famiglia ed un sottosegretario (Pillon) il cui Ddl recentemente presentato vuole rivedere l'attuale prassi delle separazioni, ad oggi “più favorevole” alla donna, notoriamente la parte economicamente più debole della coppia, con il ricorso tra l'alto all'istituto della mediazione (e Pillon pare abbia uno studio di mediazione...)? Ma al netto di ciò, chi sente una profonda, legittima contrarietà all'aborto può a volte anteporre comunque il proprio convincimento ad altre valutazioni politiche immediate. Certo, il partito ha al riguardo una posizione, in riferimento soprattutto alla necessità dei consultori e del loro funzionamento, di sostegno alla “194”; io direi, umilmente, che previo ovvio e doveroso confronto con la base veronese del Pd la Padovani decida se dimettersi dall'incarico (se richiestole in maniera pressante) o meno (se la base si mostrasse “comprensiva”), ma per favore nessuno ne auspichi l'espulsione, perchè chi ha certe sensibilità ha tutto il diritto di militare in un partito che come detto è (deve essere) plurale, tollerante, la cui adesione avviene sulla base di una visione politica generale, non su temi particolari di coscienza, che peraltro vanno al di là “del politico”. O no? Gianni Amendola

sabato 6 ottobre 2018

APERTURA SEDE PD Circolo di Asti

Ecco gli orari di apertura del PD Circolo di Asti per venire incontro alle esigenze dei cittadini sia in termini di proposte ed idee per una città migliore che per raccogliere le istanze dei cittadini e farsi portavoce di esse.

MANIFESTAZIONE PD a ROMA



MANIFESTAZIONE DEL 30/09
Con la partecipazione di un gruppo di iscritti e di semplici elettori la delegazione del PD di Asti, presenti ll
sottoscritto, ll segretario Provinciale ed il sindaco di S. Martino Alfieri, è intervenuta alla riuscitissima
manifestazione del 30 settembre a Roma organizzata dal Partito Democratico. "Per l'ltalia che non ha
paura" lo slogan con cui la Segreteria Nazionale ha voluto mobilitare il popolo di sinistra contro la
propaganda , le politiche e i comportamenti istituzionali delle forze politiche attualmente al governo.
La risposta alla convocazione è stata dawero impressionante : non mi pronuncio sul numero dei presenti,
ma Piazza del Popolo era stracolma di partecipanti che riempivano anche gli spazi delle 5 vie che vi
confluiscono.
Popolo festoso e con tanta voglia di partecipare: numerose volte ha scandito la parola d'ordine "Unità -
Unità" !!! sottolineando alcunipassaggideivariospitiintervenutisulpalco. Ospiti - quasi tutti in
rappresentanza della società civile - che hanno raccolto l'invito del Pd a manifestare sul palco i motivi della
propria opposizione a questo governo.
Tra gli interventidegliospiti miè rimasto impresso quello del minisindaco Pd del municipio della Val
Polcevera , tra i primi ad accorrere sul luogo del disastro, il quale ha criticato il governo perché il decreto
su Genova è molto lontano dalle esigenze deI territorio.
Quello del sacerdote di Milano che nel tempo ha messo a disposizione il proprio alloggio a più di mille
migranti potendo così zittire i sostenitori del refrain xenofobo : " vuoi fare il buono con i migranti, allora
prendili a casa tua".
Quello dell'awocatessa presidente di una associazione che promuove i diritticivili la quale ha sollecitato il
Partito ad opporsi in parlamento alla proposta di legge dell' oltranzista cattolico Pillon (lega).
Quello dell"operaio dell'llva diTaranto che ha attribuito alla Bellanova e Calenda (ex ministri PD) il merito
di aver trovato una faticosa mediazione nel conflitto tra diritto alla salute e salvaguardia del posto di
lavoro.
Mi è piaciuto l'intervento del sindaco PD di Rimini che è salito sul palco per denunciare la cancellazione da
parte di questo governo dei fondi ( L,6 rniliardi) stanziati dai nostri governi per la riqualificazione delle
periferie urbane. Anche Rimini è stata privata deifondi necessaria riqualificare la sua parte nord.
Come Asti - dico io e mi scuso per l'inciso - che ha perso 31 milioni. Però da parte del sindaco Rasero e dei
parlamentariastigiani Giaccone (legale Romano (5 stelle)sull'argomento silenzio ditomba. Diquesto loro
comportamento devono rispondere davanti alla pubblica opinione locale.
Nella successione degli interventi sul palco è stato inserito anche un intermezzo del comico Paolo Hendel
che ha suscitato molte ilarità ironizzando sui leghisti, igrillinie........ perché no suivecchi vizi della sinistra.
lnizia poi l'intervento del Segretario Martina durato circa 45 minuti. Un Martina, devo dire, che ha usato
toni ed argomenti adatti ad entrare in sintonia con una piazza cosi appassionata. Accenti ben diversi da
quelli pacati cui solitamente ricorre nelle dichiarazioni e/o interviste televisive. Un Martina insomma da
battaglia nei confronti del governo:
" I partiti di governo sono dei nazionalisti di destra pericolosi per il paese. Hanno un istinto illiberale,
antidemocratico, oscurantista."
" Sono ossessionati dalla ricerca del nemico invece di essere ossessionati dalla ricerca di una soluzione dei
problemi per tutti. Un paese non tiene se viene governato dall'odio. Non tiene se i ministri passano il loro
tempo ad insultare l'opposizione. Vergognatevi di aver dato degli assassini politici ai vostri awersari in un
paese in cui veri riformisti sono stati uccisi per aver voluto cambiarlo. Andate a studiare la storia."
Ancora : "Dovete essere all'altezza di questo Paese, non governando da un balcone con al di sotto la
claque dei parlamentari cinque stelle ad applaudire, scene da repubblica delle banane."
Poi l'attacco sulla manovra : " Siete ladri difuturo. Altroché manovra del popolo, truffa del popolo:
evasori condonati e giovani indebitati. Non c'è niente per chi lavora e paga le tasse. Zero per i giovani, zero
per le famiglie, zero per gli investimenti."
Rivolgendosi a Salvini : " Lega ladrona. Restituisci i 49 milioni ai contribuenti italiani. Altro che uno vale
uno. Un operaio non può restituire il suo debito in 80 anni".
Attacca pure i 5 stelle : Di Maio ha fatto da maggiordomo all'accordo tra Berlusconi e Salvini sulla RAl. Poi
rivolto al Presidente del Consiglio : " Chiedo a Conte, se c'è, di battere un colpo, di essere all'altezza del
ruolo che ricopre: io capisco solo che si è trasformato da awocato del popolo in awocato del suo
portavoce".
Tuttavia , a mio parere, le prese di posizione politiche più significative di tutto l'intervento di Martina sono
le esplicite richieste di dimissioni dei due ministri Tria e Toninelli : " Chi deve andare subito a casa è
Toninelliche ha promesso rivoluzioni e si presenta dopo 45 giorni con un decreto su Genova dove non c'è
nulla. Vergogna". Poi tocca a Tria, invitato a trarre le dovute conseguenze per il suo cedimento : " Se non
ha il coraggio di difendere le sue stesse posizioni sui conti, allora vada a casa".
Nelle conclusioni Martina ha owiamente esposto anche la sua visione delle problematiche del partito e
della politica in genere :
"lo voglio un congresso che si misuri sulle questioni prima che sulle persone. A 10 anni dalla nascita del Pd
dobbiamo rimettere al centro le idee. Una politica che sifa insierne, sennò prevarrà sempre il demagogo di
turno. Voglio uno sforzo, una nuova elaborazione su alcunitemi : dalla migrazione alla rivoluzione
tecnologica.
"C'è una gigantesca questione generazionale e deve essere la questione che ci sta più a cuore. O il PD sarà il
partito delle nuove generazioni o non c'e la farà."
" Noi combatteremo per una nuova Europa, non quella che c'é. E dobbiamo dirlo ad alta voce che non c'è
Italia fuori dall'Europa, perché l'ltalia fuori dall'Europa sarebbe magari succursale di qualche amico di
Salvini."
Martina dice di aver apprezzato le posizioni espresse recentemente da Corbyn sulle magagne del
capitalismo,
Algrido che si leva dalla piazza "Unità,Unità" Martina risponde che ha apprezzato lo slogan disegnato
sulle magliette di alcuni militanti: "Noi siamo somma non divisione".
Rivolge quindi l'appello finale alla piazza: " lo chiedo a tutti quelli che guardano sempre ai limiti del Pd di
alzare la voce, di scuotersi come abbiamo fatto noi. E'troppo importante la sfida. Questo partito è pronto
ad ascoltarvi, contribuite a costruire una alternativa, fate un passo avanti. Da questa piazza io voglio dire ai
tanti elettori di centrosinistra che il 4 marzo non ci hanno votato: abbiamo capito. Adesso però dateci una
mano, perché non possiamo permetter che l'ltalia in mano a questi folli vada a sbattere. Allora sì più unità,
meno arroganza, più ascolto. lo dico un partito di strada, fianco a fianco delle persone. "
ll coordinatore del Circolo Cittadino diAsti
Mario Mortara

ASP: cosa sta succedendo?




Ci sorprende, e non poco, il silenzio di Forza Italia e della Lega sulle ultime vicende Astigiane; tanto erano presenti sui media con proposte, promesse e propositi in campagna elettorale,  quanto sono ora assenti nel commentare o prendere posizione sulle ultime sconcertanti vicende che stanno interessando Asp e non solo.
Pare strano che, soprattutto Forza italia, non abbia alcunchè da dire in ordine alle dimissioni del suo coordinatore cittadino,  Andrea Marengo da Vice Presidente di Asp e alle motivazioni, dallo stesso addotte: “non c’erano più gli stessi obiettivi condivisi con il Comune”.  Nessun  commento sulla controreplica dei Soci privati, neanche da parte della Lega,  che attraverso l’intervista di Romano  smentiscono le affermazioni di Negro sul presunta impossibilità di incidere da parte della parte pubblica  confermando che le dimissioni sarebbero imputabili alla sfiducia avuta dal Sindaco.  Non sono certo questioni di poco conto, da minimizzare come ha fatto il Sindaco (stile che si ripete per tutte le questioni che non riguardano il Palio), e meriterebbero approfondimenti anche da parte di queste forze politiche che hanno avuto la fiducia dei cittadini e proprio per questo meritano più rispetto. Tutti gli indizi tuttavia portano a pensare che proprio nella  maggioranza consigliare ci siano molti imbarazzi  nei confronti di un Sindaco che sembra amministrare in solitudine, e che di conseguenza stiano a venendo a mancare proprio i presupposti che sono alla base di una efficace amministrazione.  Un'altra testimonianza della confusione in cui versa la maggioranza, deriva ancora dalle affermazioni  di Romano   che  si starebbe lavorando al progetto  dei parcheggi sotto Piazza Alfieri e ridiscutendo il teleriscaldamento;  è possibile che  due opere importanti e vitali per la città vengano pubblicamente alla luce in questo modo? Se non ci fossero state le dimissioni quando, il Sindaco, avrebbe pensato di avviare un confronto in Consiglio Comunale e con la popolazione? Sia chiaro che noi non siamo pregiudizialmente contrari a progetti di sviluppo della città, ma quando questi sono così importanti richiedono  la massima condivisione; invece tutto avviene nelle segrete stanze in barba al famoso slogan “Sindaco anche tu”.
Ebbene su tutti questi argomenti ci piacerebbe conoscere la posizione di Forza Italia e Lega, ma ci piacerebbe anche sapere cosa ne pensa Galvagno della fusione di ATL Asti con Alba, lui che ha fatto una battaglia sulla famosa provincia del vino “ Langhe, Roero e Monferrato”,  e stiamo aspettando dall’On.  Giacone ancora una sua presa di posizione sui fondi periferie che mancheranno ad Asti e sulla nomina del suo sostituto in Giunta.

Mortara Mario
Partito Democratico Circolo di Asti

sabato 15 settembre 2018

PER L'ITALIA CHE NON HA PAURA







DOMENICA 30 SETTEMBRE, ore 14
ROMA, Piazza del Popolo


Scendiamo in piazza per costruire un’alternativa alla politica dell’odio, del declino, dell’isolamento e della paura. Scendiamo in piazza perché tante persone vogliono un Paese diverso: più giusto, più forte, più solidale, aperto al mondo e al futuro. Le paure e le preoccupazioni che hanno i cittadini vanno riconosciute e possono essere superate soltanto insieme; soltanto unendo le forze perché nessuno si senta solo. Scendiamo in piazza perché costruire questa alternativa democratica è il nostro impegno.

Vogliamo riorganizzare il campo delle forze progressiste, un progetto ampio, aperto a tutti i cittadini, le organizzazioni, le realtà sociali che credono nei valori dell’uguaglianza, della solidarietà, della multiculturalità, della scienza e di una crescita più giusta in coerenza con l’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile.

Per questo dobbiamo ricostruire un progetto capace di animare le intelligenze, i sogni, le passioni, la fiducia nel futuro soprattutto dei giovani, delle ragazze e dei ragazzi che devono essere i protagonisti dei prossimi anni.

Ogni giorno che passa diventano sempre più evidenti i pericoli del governo giallo-verde, alla cui inaffidabilità gli italiani rischiano di pagare un prezzo molto alto.

Un “prezzo” economico perché le fatiche e i sacrifici di cittadini, famiglie e imprese sono messi a rischio dall’irresponsabilità di un esecutivo ideologico, nemico degli investimenti e dello sviluppo, piegato agli interessi di chi vuole un paese più debole ed esposto all’instabilità finanziaria.

Un “prezzo” sociale e culturale perché le politiche di questo Governo rischiano di alimentare divisioni e rancore nelle nostre comunità, a partire da chi è in difficoltà.

Dietro la propaganda e il clamore sui social, oltre lo sdoganamento del razzismo, le scelte di fondo di questo Governo portano a un impoverimento dei ceti medi e a un arricchimento di chi ha già di più, come accadrà con la flat tax.

La scuola ricomincia nel caos “vaccini” creando inquietudine nelle famiglie, in particolare quelle con bambini immunodepressi: siamo al fianco delle famiglie, degli insegnanti, dei presidi, dei medici e ribadiamo che sulla salute dei più piccoli non si scherza. Noi crediamo nella scienza e nel lavoro di medici e ricercatori, mentre il Governo asseconda fanatismi medioevali. Nello stesso tempo, ribadiamo l’urgenza di un rinnovato impegno educativo contro l’intolleranza proprio a partire dalle scuole.

In politica estera questo Governo simpatizza con Orban, Putin, Trump e con i nazionalisti di ogni provenienza e sceglie apertamente la linea della distruzione dell’Unione europea. Una scelta che rischia di indebolire drammaticamente il nostro paese perché gli interessi di tutti gli italiani, oggi e in futuro, si possono proteggere e promuovere soltanto dentro il progetto comunitario.

Lavoriamo per un’Europa che assicuri diritti comuni inviolabili: diritto al lavoro e a un reddito che consenta di vivere, diritto all’assistenza sanitaria, diritto all’istruzione e alla formazione, diritto alla sicurezza, diritto a respirare un’aria più pulita e mangiare un cibo più sano. Oltre l’ideologia dell’austerità che tanto male ha fatto in questi anni.

Noi non dimentichiamo che proprio l’Europa è nata per garantire pace e giustizia e fino a qui ha consentito a milioni di persone di vivere senza guerre e conflitti. Lo dobbiamo ricordare a maggior ragione ora, guardando anche ai conflitti aperti nel Mediterraneo a cominciare dalla preoccupante situazione in Libia.

L’Italia deve guidare il cambiamento europeo al pari degli altri grandi paesi fondatori, non può ridursi ad essere il teatro delle scorribande di altre potenze globali che hanno interesse a indebolire l’Europa.

L’Italia deve costruire una prospettiva di equità, di giustizia e di solidarietà, oltre le paure e il rancore.

Per queste ragioni diamo appuntamento a tutti coloro che credono in un Paese diverso per Domenica 30 settembre alle ore 14 a Roma a Piazza del Popolo.

Sarà il primo passo di una stagione di partecipazione e d’impegno. Con il PD e tanti altri. Per l’Italia, per il nostro futuro.

L'OSSERVATORIO SALUTA



Cari amici e compagni,
prima di spedirvi l'ultimo Osservatorio (ma qualcuno mi ha già chiesto di proseguire ad inviarlo anche se lontano da Asti) voglio rivolgervi un saluto, in quanto appunto tornerò nel Lazio, essendo ormai in pensione. Ringrazio in particolare coloro che hanno dimostrato stima (ricambiata) nei miei confronti; ho pensato di portare un contributo, come altri, ad un partito che aveva acceso molte speranze ed invece, sia a livello locale sia nazionale, pur con qualche segno di risveglio, sta pericolosamente rischiando di implodere. C'è bisogno di un Pd “nuovo” che torni a parlare il linguaggio della “sinistra”, che vuol dire lavoro, uguaglianza, solidarietà, pari opportunità, diritti e legalità e oggi direi anche difesa della Costituzione, delle Sue prerogative e garanzie, nonchè del Parlamento, perchè torni ad essere un luogo di vero dibattito, non pre-costituito, con persone elette dalla gente del collegio di provenienza, non più nominate a “tavolino”...
Sicuramente non mancheranno occasioni per rivederci.
Un abbraccio a tutti.

Gianni Amendola


L'OSSERVATORIO “SALUTA”.

E' indubbio che il consenso che sostiene l'attuale governo rimanga assai elevato, a mio avviso principalmente per due motivi: il primo, piace la linea dura incarnata da Salvini sui migranti e contro l'Europa “menefreghista” (ben oltre il 50% degli Italiani, secondo un recente sondaggio, è d'accordo sulla chiusura dei porti), il secondo è la condivisione di quell'atteggiamento, supportato da un apparato comunicativo imponente e persuasivo, da “arrivano i nostri” dei Cinquestelle, percepito finalmente in grado di far giustizia dei ladroni di Stato, dei privilegi dei politici e dei cosiddetti “poteri forti”. Saranno i prossimi mesi a stabilire la durata di questo Esecutivo, quando necessariamente si dovrà varare la Legge di Bilancio e verranno al pettine, leggasi compatibilità di spesa, tutte le proposte fatte in campagna elettorale, dalla flat tax al reddito di cittadinanza. C'è un punto decisivo però: Salvini può far saltare il banco quando vuole (e le attuali inchieste della Magistratura, dal sequestro dei migranti sulla Diciotti ai milioni “scomparsi” della Lega, gli offriranno sicuramente il destro), andando all'incasso di un consenso personale crescente, Giggino Di Maio no, perchè la caduta di questo Governo avrà come conseguenza la fine del suo ruolo, sia se si andrà alle elezioni anticipate (magari in concomitanza con le Europee), sia se con l'attuale Parlamento (che però ha rapporti di forza ormai superati, secondo i sondaggi, rispetto al “4 marzo” scorso) i Cinquestelle, in quanto primo partito, riceveranno l'incarico di formare un nuovo Esecutivo (in tal caso ci sarebbe Fico che esprime tutt'altra politica). Staremo a vedere; c'è da dire comunque che il “Movimento” ha una linea ondivaga, dai vaccini all' “Europa” (il voto contro Orban è stato solo un pretesto per distinguersi da Salvini che li sta in parte oscurando), ma sa sfruttare sapientemente la “rete”. Poco o nulla importa infatti ai suoi “followers” che ad esempio Rocco Casalino, vero stratega della loro comunicazione, durante la Messa per le vittime del crollo del ponte Morandi, invece di seguire con rispetto la celebrazione, che non era (non è) una manifestazione di piazza ma di fede (per chi crede, ma come tale doverosamente da non utilizzare per altre cose) si sia messo a smanettare sul suo cellulare, voglioso di far sapere in tempo reale degli applausi con cui erano stati accolti i parlamentari “5 Stelle” e dei fischi che avevano accompagnato l'ingresso in chiesa dei politici pd. Per il rispetto dovuto al dolore dei tanti genovesi presenti quel gesto è stato davvero una volgare pagliacciata; come dire “del loro dolore non m'importa, se non per il fatto che può essere sfruttato per scopi politici” (!!). Qualcuno dei sostenitori dei Pentastellati ha detto qualcosa su ciò?...Quando un partito nasce “on line” l'informazione istantanea serve a mantenere ed a creare altro consenso ed ogni “momento e modo son quelli giusti”, per usare uno slogan pubblicitario. Ciò che conta per la Casaleggio Associati (a proposito, ma come si finanzia? Solo con i 300 E che ogni parlamentare grillino è “obbligato” a versare, dimenticando che le paghe degli Onorevoli e dei Senatori sono denaro pubblico?) e la sua comunicazione è che si trovi un nemico, un qualcuno o un qualcosa (un gruppo imprenditoriale, un'azienda, un partito..) da indicare quale causa di un problema, specie se và a toccare l'emotività della gente. Il crollo del ponte è l'emblema di quanto affermo; è ovvio che la responsabilità sia di coloro che avrebbero dovuto provvedere alla manutenzione, ma prendersela con la Soc. Autostrade e con i Benetton, ricordando che furono i precedenti governi a concedere loro la gestione (ma nel 2008, governo Berlusconi, il Pd si oppose, mentre Salvini e la Lega dissero sì..), ha voluto significare, nell'ottica pentastellata, una chiamata di correità di tutta la classe politica precedente, quasi che del crollo dovessero portarne personale colpa Berlusconi, Monti, Letta, Renzi, al fine di presentarsi loro immacolati al cospetto degli elettori (cioè la “gente”), pronti a prendersela però coi poteri forti qualora la Soc. Autostrade (difesa dalla Lega e da Salvini a tutt'oggi) non dovesse ricevere quelle sanzioni auspicate da Di Maio e co., prima ancora che la Magistratura, si badi bene, abbia espresso le sue sentenze, quasi che i grillini si ritenessero depositari di un potere giudiziario “a parte”, in nome della rete. Le responsabilità sono sempre personali e l'indagine sta facendo emergere una catena di superficialità, di sottovalutazioni dei vari livelli tecnici chiamati a valutare la stabilità del ponte stesso, tra i quali diversi tecnici del ministero. Emerge dunque complessivamente da questa vicenda, da parte dell'attuale classe dirigente, quasi come una cartina di tornasole, tutta una concezione della politica, della ricerca del consenso, che lede non solo i capisaldi costituzionali, che vogliono un rispetto ed un equilibrio dei Poteri, ma anche il ruolo stesso delle Istituzioni che si vorrebbero servili alla maggioranza (chiedere al riguardo al presidente della Liguria Toti ed al Sindaco di Genova Bucci), a partire dal Parlamento ridotto ad un gruppo di persone che leggono prima le notizie sui blog dei leaders e poi votano le fiducie (è storia vecchia ma ancora attualissima)...Qui infatti si occupa lo Stato (“chi vince fa quel che gli pare e non sopporta organi di controllo”), si costringono alle dimissioni chi rappresenta istituzioni di garanzia, quindi sganciate dai governi (vedasi il caso Nava), si offendono i Magistrati e on line si insulta (Mattarella compreso) chiunque non si esprima secondo i canoni e i desiderata della maggioranza. Ecco perchè è necessario ri-creare un'opposizione seria nel Paese e questo non può farlo che il Pd, a condizione, e qui sta il dramma, che prenda consapevolezza di essere minoranza e dunque della necessità di un profondo capovolgimento delle politiche fin qui sostenute (che pure qualche risultato lo han dato) e della classe dirigente “interna”. La speranza che il Pd torni ad essere forte riferimento politico-sociale è l'ultima a morire, ma ad oggi è richiesta davvero una grande fede!

                               Gianni Amendola

domenica 2 settembre 2018

La volontà non basta ad ultimare l'autostrada At-Cn


mercoledì 11 luglio 2018

AGRICOLTURA e AGROINDUSTRIA



In questa tavola rotonda abbiamo incontrato gli addetti ai lavori del mondo dell'Agricoltura astigiana, in particolare giovani aziende innovative, la domanda che ci siamo posti è: quale futuro e lavoro può dare l'agricoltura nel nostro territorio oggi?

Lo scenario di questo incontro è suggestivo: La Chiesa del Gesù, dentro il Michelerio, in Corso Alfieri; un luogo nascosto e sconosciuto nel cuore di Asti. Il padrone di casa, il Prof. Gianfranco Miroglio presidente del Parco paleontologico astigiano ci ha illustrato il progetto che porterà a fondere la bellezza di questo luogo con quella dei fossili marini delle colline astigiane. "La produzione vinicola migliore - dice Miroglio - si ha nelle zone con maggiori fossili, e questo non è un caso". Anche questo aspetto fa parte di un progetto futuro legato a ricerca, turismo e agricoltura.

Dicevamo: “quale futuro per i giovani che operano nell'agricoltura, e c'è speranza di lavoro nel settore?”
Sono venuti a rispondere a questo quesito apportando spunti interessanti diversi imprenditori, in qualche modo innovatori nel loro settore, tra gli altri:
    Monica Monticone, Cascina Rey, Asti (AT) produce vino
    Domenico Viarengo di Cascina Boba (Corso Alba) che alleva vitelli allo stato brado e ne commercia carne anche al minuto.
    Micaela Soldano di Villafranca d'Asti ha lasciato il lavoro in banca per produrre zafferano (Il filo rosso)
    Luca Roffinella, Azienda Agricola Massarone di Montafia, produce ortaggi (famose le sue zucche) e che si occupa di didattica e formazione, conduce corsi sulla potatura e sull'orticoltura.

Tutti animati da una grande passione, in problema più sentito è l'eccesso di burocrazia che frena la crescita e soprattutto la difficoltà di assumere dipendenti in un meccanismo costoso e trooppo impegnativo per le piccole strutture.

Giorgio FERRERO, il nostro Assessore all'Agricoltura in Regione Piemonte,  sempre attento a cogliere segnali così importanti, spiega il lavoro che sta svolgendo sperando di apportare modifiche a Leggi che riguardano in particolare la sicurezza nel mondo del lavoro. "Alcune norme possono andare bene in aziende di grandi dimensioni. La sicurezza è importante - dice Ferrero -e  vale per una persona come per  200, ma un posto di lavoro è anche un'opportunità, e certe misure dovrebbero essere meno drastiche e più graduali per favorire e non frenare la nascita di nuovi posti di lavoro nel settore".

Qualcuno propone come modello di una nuova agricoltura le Langhe dove allo sviluppo enologico si è affiancata la costruzione di un'estetica del territorio. Il Prof. VINCENZO GERBI dell'Università di Torino fa notare che il Barolo nasce 170 anni fa  da ricerca e innovazione, per mano di un gruppo di imprenditori tra i quali c'era Cavour: "la ricerca di un prodotto unico e di qualità superiore sarà uno dei fattori di successo dell'agricoltura astigiana e piemontese".

La professoressa  Clara CEPPA, docente presso il corso in Design e Comunicazione Visiva Politecnico di Torino, ci ha parlato del lavoro di marketing e di immagine del prodotto e della confezione (packaging, come si dice oggi), fondamentale per entrare in un mercato dove è facile rimanere anonimi.

L'augurio finale di Giorgio FERRERO che l'incontro di questa sera abbia un seguito professionale con la collaborazione e lo scambio di idee fra i partecipanti.


Ringraziamo per i loro interventi:

  • Giorgio FERRERO (Assessore Agricoltura Regione Piemonte)
  • Gianfranco Miroglio presidente del Parco paleontologico astigiano
  • Prof. VINCENZO GERBI Università di Torino Scienze Agrarie l’innovazione dei processi di    vinificazione.
  • Prof. Clara CEPPA docente presso il corso in Design e Comunicazione Visiva Politecnico di Torino
  • Alessandro DURANDO Presidente CIA Asti
  • Francesco SCALFARI di UNI-ASTISS
  • Enrico ERCOLE Università di Alessandria
  • Pier Ottavio Daniele (Giornalista e scrittore)


e la partecipazione di iscritti, simpatizzanti e amici:

  • Piero GRAZIANO
  • Rita Bianchini
  • Arch. Alberto Ghigo
  • Piero VERCELLI
  • Gianni BOSSO
  • Ing. Alberto VOGLINO
  • Avv. Fausto FOGLIATI
  • Alessandro GABUTTO (Sindaco di Quaranti)
  • Angelo LANO
  • Barbara BAINO (Sindaco di MONGARDINO)
  • Avv. Elena GRASSI
  • Donato PAFUNDI
  • Gianluca FORNO (Sindaco di Baldichieri)
  • Andrea GAMBA (Sindaco di S.Martino Alfieri e dal 2008 Collaboratore - Ricercatore INEA – Istituto Nazionale di Economia Agraria sede per il Piemonte)
  • Giovanni PENSABENE

Mario MORTARA

Coordinatore

Osservatorio luglio 2018



L’OSSERVATORIO (6/7/2018).

Che sarà del Pd.

Vedremo cosa uscirà dall’Assemblea Nazionale domani, in cui verrà eletto “pro tempore” Maurizio Martina, sperando che non ci si spacchi sulla data del Congresso; quel che è certo è che in prospettiva la candidatura di Zingaretti alla Segreteria sta già, se non proprio allarmando, certamente mettendo una certa inquietudine in ampie zone del partito, in quanto “Montalbano’s brother” è figura autorevole, in grado di traghettare il Pd (perlomeno c’è da sperarlo) fuori dalle attuali secche, sicuramente non in modo “tranchant”, ma con mano ferma e senza fare sconti a nessuno, com’è giusto che sia! Si impegnerà non a dividere il partito, ma ad unirlo attorno ad un progetto di centrosinistra “largo” (alla base della sua vittoria nel Lazio) cui tutti saran chiamati a contribuire, pur significando questo il netto superamento di una visione “autoreferenziale” e della logica dell’ “uomo solo” al comando. Con l’imminenza delle elezioni europee, che potrebbero ahimè sancire drammaticamente la fine dell’odierno assetto politico del nostro Continente, si può ben comprendere l’allarme di alcuni che vedono in una nuova leadership del Pd il rischio di uno scompaginamento degli attuali quadri dirigenziali ed equilibri, oltre che dei criteri per le candidature (cosa evidentemente di non poco conto!). Ritorna dunque il “solito”, ma purtroppo ancora valido, discorso sul “passo indietro” che ad oggi tanti non han fatto (né sembrano intenzionati a fare), ma che viene imposto oggettivamente dalla realtà (e che realtà: una serie di sonore sconfitte elettorali!). Il passo indietro, si badi bene, non vuol dire la condanna o il gettare la croce addosso ad una o più persone, quanto invece la consapevolezza di poter giocare una nuova partita (la rinascita del Pd) da una posizione diversa; in altri termini contribuire al suo rinnovamento sì con le proprie idee, ma all’interno di un confronto sereno, maturo e forte che deve farsi sintesi e avere come fine la crescita di tutto il Partito democratico, non certo la visibilità di qualcuno o di un gruppo. Perché se si continua a ragionare su come “riprendersi il partito”, magari tramite “interposta fedelissima persona” (non mi riferisco a Delrio ammesso che davvero si candidi), vuol dire voler riaprire una stagione di tensioni interne, col ricordo di una maggioranza che “poteva permettersi di sfottere” la minoranza (ricordiamo tutti il “Fassina chi?” o il famoso “Ciaone”..). Se infatti quegli atteggiamenti, che non sono nati da un cattivo carattere quanto da una concezione quasi assoluta del proprio ruolo e del proprio potere, non verranno riconosciuti ed emendati seriamente vorrà dire immolarsi ad una idea un po’ vendicativa e prepotente dei rapporti interni e della politica, con inevitabili drammatiche conseguenze che stiamo già pagando. L’unica cautela che la candidatura di Zingaretti impone è il suo eventuale “doppio ruolo” di Presidente della Regione Lazio (dove ricordiamo non ha la maggioranza in Consiglio) e quello appunto di possibile Segretario del partito; è ovvio che ogni eventuale difficoltà nella guida della sua Regione non potrà non ricadere in qualche modo sul suo ruolo di leader del Pd, a “beneficio” degli avversari politici esterni e (ahimè) anche “interni”, cosa di cui peraltro è del tutto consapevole! Maurizio Martina è certamente persona per bene, seria, preparata, ma “soffre” per il fatto di essere da un lato appoggiato proprio da quell’attuale gruppo dirigente del partito che all’inizio lo ha osteggiato (ora invece lo sosterrebbe forse perché credono sia più “controllabile” di Zingaretti), dall’altro, forse proprio per i motivi appena detti, non sembra avere convintissimo gradimento dalla minoranza, che pure non lo ostacola. Ecco perché, pur riconoscendo a Nicola Zingaretti e a Maurizio Martina i loro rispettivi meriti conquistati sul campo, ritengo che una persona come Fabrizio Barca possa essere presa in considerazione, un candidato di rango, autorevole e capace in quanto non avrebbe altri condizionamenti di sorta, oltre che per la sua “alterità” rispetto alle logiche interne, tuttora saldamente radicate nel partito; mi rendo pienamente conto che per molti trattasi di un’ipotesi stravagante, quasi una voce isolata, fomulata peraltro da chi scrive che notoriamente conta poco o nulla… La sua candidatura potrà nascere solo da una forte spinta dalla società civile (per ora non credo proprio dall’interno del partito), da quel mondo cioè da sempre “orientato” a sinistra, e da figure di esso rappresentative, dall’economia, dal sindacato, dalla cultura, dall’università e dalla ricerca, dal giornalismo…Io spero solo come tutti noi in definitiva che il Pd non arrivi all’irrilevanza, perdendo ulteriormente quote sensibili di elettorato, per il rifiuto di capire che una stagione si è chiusa e che ciò significa sì cambio di persone, ma soprattutto di idee e di comportamenti, altrimenti le Europee del 2019 saranno il nostro definitivo “de profundis”!

Il dominio della rete.

Nel popolo italiano, secondo una recente indagine ISTAT, sta crescendo una quota consistente di rancore sociale, di individualismo, pur se vi sono tuttora esempi di non comune e silenziosa carità verso il prossimo; la rete, i social network sono lo specchio di questo cambiamento. Lo si vede quotidianamente: è bastato che pochi giorni fa il campione di pallavolo naturalizzato italiano (quindi “italiano”) Ivan Zaytsev postasse su Facebook la notizia dell’ avvenuta vaccinazione della figlia per essere coperto di improperi da parte dei “no vax”. Si insulta quindi, coperti vigliaccamente dall’anonimato, per il semplice fatto che qualcuno vuole esprimere liberamente un’idea differente da quella di coloro che si ritengono maggioranza e detentori di verità; siamo ormai ad una forma di nazismo “on line”, dove la caccia “al diverso” (di pensiero, di cultura, di opinione politica…) è aperta ogni volta che viene manifestato un ragionamento difforme dal proprio! Lo si è visto anche per il ricovero e conseguente intervento chirurgico di Giorgio Napolitano, con gli auspici persino “di morte”, solo perché per tanti l’ex Presidente rappresentava il Potere, la casta, colui (del Pd) che avrebbe necessariamente difeso interessi inconfessabili. Per non parlare ancora degli insulti verso monsignor Bettazzi, Vescovo Emerito di Ivrea, ex Presidente di Pax Christi, da sempre fautore del dialogo tra Chiesa e Mondo del Lavoro (all’epoca di Berlinguer anche direttamente col PCI), per aver preso posizione chiara sul problema dei migranti, evidentemente interpretata dai tanti fondamentalisti della Rete come un attacco al Governo! Tutto ciò sta verificandosi quasi si volesse arrivare ad una sorta di pensiero unico, per cui non è più tollerabile un’opinione contraria! Questo malanimo, questa cattiveria, questo livore emergente, uniti alla diffusione spesso “colpevole”, o per meglio dire “interessata”, di notizie false, le vere e proprie bufale (cliccare su una “fake new” vuol dire aumento di introiti pubblicitari per chi le diffonde, se lo fanno in tanti), stanno creando un humus “culturale” (o sub-culturale”) per cui chiunque può pontificare su tutto, può deridere l’altro anche su argomenti di non propria specifica competenza (i vaccini per esempio), come se il sapere, la conoscenza, la competenza siano espressione di “casta”, di “potere” usate contro la gente comune… Si comprende allora perché un partito come i Cinquestelle sia arrivato ad oltre il 30%; certamente grazie anche ad una politica che spesso non ha risolto i problemi e che è sembrata luogo per privilegi personali; ma direi soprattutto per il diffondersi della Rete come pratica dell’offesa pesante, dell’accettazione acritica di notizie senza necessarie verifiche, senza mai un confronto o il benchè minimo dubbio circa la validità delle proprie convinzioni, come se tutto ciò che viene propalato “viralmente sul web” abbia una sua sacralità e intangibilità a prescindere. In questo contesto il Movimento ha dunque pescato e creato la sua base elettorale; come se avesse detto ad ogni frequentatore dei social “portiamo noi la tua rabbia, il tuo rancore in Parlamento, quasi ci fossi tu stesso seduto su quei banchi a dire le cose che scrivi”. Si comprende allora come per la sinistra, di fronte all’emergere ed al radicarsi di questa nuova forma di comunicazione ed informazione, la riconquista di una nuova centralità politica sia compito improbo, perché il terreno al momento non è per niente idoneo per chi vuole usare la ragionevolezza, l’argomentare competente pacato ma deciso (cose che peraltro la sinistra non ha sempre saputo fare, dando immagine di un’autosufficienza che non ha comunicato al “cuore” della gente) nello spiegare i propri convincimenti e valori. Questa però è la sfida di oggi e se la vuole vincere l’unità non fittizia a sinistra, insieme con la consapevolezza degli errori fatti e della necessità “quasi etica” di riallacciare un tessuto sociale così lacerato, possono diventare armi importanti.

Gianni Amendola