"Pensioni, a luglio arriva la quattordicesima: ecco quanto vale"

Oltre tre milioni di persone riceveranno per la prima volta la quattordicesima

Caporalato, Martina: mai più schiavi nei campi

Diritti dei lavoratori e difesa del reddito degli agricoltori per noi sono parte della stessa battaglia

#SalernoReggioCalabria

Una promessa mantenuta con i cittadini

Il Governo e il PD contro la povertà

Soldi investiti e non parole!

martedì 20 febbraio 2018

Evento “INNOVAZIONE MADE IN ASTI” Giovedì 22 Febbraio alle 21 presso la Caffetteria Mazzetti, Asti



Vi aspettiamo Giovedì 22 Febbraio alle 21 presso la Caffetteria Mazzetti 
Alcuni giovani innovatori ci racconteranno la loro esperienza sul territorio Astigiano. 

Con noi anche Chiara Gribaudo, candidata al collegio plurinominale per la Camera dei  deputati per il Partto Democratico 
Angela Motta, candidata al collegio uninominale per la Camera dei Deputati per il partito democratico  
e Tommaso Nannicini già sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri

Sarà un interessante momento di racconto, confronto e scambio di idee. 
Vi aspettiamo! 


Evento “INNOVAZIONE MADE IN ASTI” Giovedì 22 Febbraio alle 12 presso la Caffetteria Mazzetti, Asti

Vi aspettiamo Giovedì 22 Febbraio alle 21 presso la Caffetteria Mazzetti 
Alcuni giovani innovatori ci racconteranno la loro esperienza sul territorio Astigiano. 

Con noi anche Chiara Gribaudo, candidata al collegio plurinominale per la Camera dei  deputati per il Partto Democratico 
Angela Motta, candidata al collegio uninominale per la Camera dei Deputati per il partito democratico  
e Tommaso Nannicini già sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri

Sarà un interessante momento di racconto, confronto e scambio di idee. 
Vi aspettiamo! 


L’Esperienza di una Millennials, chi sono e come operano nel Partito Democratico



I Millennials e la politica: nuove prospettive

La generazione dei ragazzi nati a partire dal 1980, è spesso accostata ad un diffuso sentimento di antipolitica, di opposizione al sistema tout court e quindi più vicina almeno a livello ideale a partiti non tradizionali e populisti. Sicuramente le generazioni precedenti, che hanno vissuto la rivoluzione del Sessantotto e la lotta per la conquista dei diritti civili erano caratterizzata da una coscienza di classe diffusa, da una voglia di migliorare la propria condizione economica e sociale che sembra lontana anni luce dai ragazzi di oggi. C'è però un'esperienza, tutta interna al Partito Democratico, in totale controtendenza a questi luoghi comuni: è il gruppo dei Millennials. Siamo nati in occasione delle Primarie del 2017, con l'intento di sostenere la mozione Renzi-Martina sui social e attraverso i principali canali digitali. Quando abbiamo iniziato eravamo poco più di una decina, animati solo dallo spirito di voler effettivamente aiutare il nostro partito sotto la guida di Arianna Furi, una ragazza di appena 19 anni che di lì a pochi mesi sarebbe stata chiamata dal nostro Segretario ad entrare nella Segreteria Nazionale. Durante le primarie ci siamo mobilitati, realizzando card e video per spiegare la mozione e le nostre speranze. Nel corso dell'ultimo anno abbiamo partecipato a diverse iniziative del Partito Democratico, in particolare quella delle "magliette gialle" di Roma e Milano, siamo saliti sul Treno PD con Matteo Renzi e, con la collaborazione di Matteo Richetti e Maurizio Martina, abbiamo ufficialmente presentato a Roma il 12 settembre la nostra piattaforma e il nostro progetto. Collaborano con noi ragazzi di tutta Italia, inviando video e articoli sia per sostenere la campagna elettorale, sia per ragionare dei grandi temi di politica internazionale.
Grazie a questa straordinaria esperienza e possibile solo grazie al mondo dei social che ci ha fatti incontrare, ho imparato a confrontarmi e a mettermi in gioco, rivedendo talvolta le mie posizioni.
Tutti i partiti hanno ovviamente delle sezioni giovanili più o meno importanti e lo stesso Partito Democratico ha, al suo interno, la federazione dei Giovani Democratici. Ciò che però distingue l'esperienza dei Millennials dalle sezioni tradizionali è il fatto di dare a chiunque abbia un account social la possibilità di esprimere le proprie idee e di poter aiutare il Partito Democratico nella grande sfida che ci attende fino al 4 marzo.



Biografia:

Ho 30 anni, sono nata a Mondovì e da 4 anni vivo in provincia di Asti. Sono laureata all'Università di Torino in Scienze del governo e dell'amministrazione e ho un master in scienze economiche e sociali conseguito all'Università di Lione. La politica è, da sempre la mia grande passione. Mi è stata trasmessa dai miei genitore che, fin da piccola, hanno sempre cercato di rendermi una cittadina consapevole delle mie scelte. Da quasi un anno collaboro attivamente con il gruppo dei Millennials e scrivo articoli per il blog. Durante gli anni dell'Università mi ero accostata partiti di sinistra più radicale, in particolare i Comunisti Italiani di Diliberto. Da due anni sono tesserata del Partito Democratico, dove sento di non aver trovato solo collocazione politica, ma una vera e propria seconda famiglia.

Le proposte del Partito Democratico per la campagna elettorale: FATTI CONCRETI E REALIZZABILI


Le Proposte e le Iniziative politiche e sociali che il Partito Democratico ha portato avanti in questa ultima legislatura sono fatti Concreti che sono stati REALIZZATI. 
Così anche le proposte per la Campgna elettorali del Partito Democratico sono CONCRETE E REALIZZABILI 

giovedì 15 febbraio 2018

Evento “Piccoli Comuni, Grande Italia” con Angela Motta a Portacomaro d’Asti

Mercoledì 21 Febbraio alle ore 21 Angela Motta, candidata alla Camera dei Deputati del collegio Asti- Acqui incontrerà la popolazione a Portacomaro d'Asti, presso il Salone Polifunzionale

Vi aspettiamo!

Evento “Piccoli Comuni, Grande Italia” con Angela Motta a Moncalvo



Mercoledi 21 Febbraio alle ore 18:30 Angela Motta, candidata alla Camera dei Deputati del collegio Asti- Acqui, incontrerà la popolazione a Moncalvo, presso il salone Comunale. 

Vi aspettiamo!


Evento “Piccoli Comuni, Grande Italia” con Angela Motta a Mombercelli


Martedì 20 Febbraio alle ore 21 Angela Motta, candidata alla Camera dei Deputati del collegio Asti- Acqui, incontrerà la popolazione a Mombercelli presso la Sala del Consiglio Comunale 

Vi aspettiamo!

Evento “Piccoli Comuni, Grande Italia” con Angela Motta a Montechiaro d’Asti

Martedì 20 Febbraio alle ore 18:30 Angela Motta, candidata alla Camera dei Deputati del collegio Asti- Acqui incontrerà la popolazione a Montechiaro d'Asti presso la Saletta Auna, Via Pastrone.

Vi aspettiamo!

Evento “Piccoli Comuni, Grande Italia” con Angela Motta a Castello di Monastero Bormida

Lunedì 19 Febbraio alle 21 Angela Motta, candidata alla Camera dei Deputati del collegio Asti- Acqui incontrerà la popolazione a Castello Di Monastero Bormida.

Vi aspettiamo!

martedì 13 febbraio 2018

Giovanna Beccuti risponde sulla questione ASP



In queste ultime settimane esponenti dell'Amministrazione Comunale si sono ripetutamente avvicendati sui giornali per alludere al fatto che la mia personale decisione di non dimettermi dalla carica di Presidente ASP dipendesse dalla calcolata volontà di farmi revocare dal Sindaco per aprire subito dopo una trattativa o un contenzioso per ottenere soldi in cambio del mancato proseguimento dell'incarico fino alla sua scadenza naturale.

Dunque una strategia finalizzata a ottenere indennità economiche di cui in passato, in ASP, anche Presidenti del centrodestra hanno beneficiato, accettando di terminare anzitempo il loro mandato.

Io no. Esistono persone la cui etica e coerenza va in senso contrario ai comportamenti qui sopra descritti e il cui unico interesse è operare con correttezza e trasparenza: io mi metto tra queste. Non mi interessano i soldi. Se ne facciano una ragione il Sindaco Rasero, il Vice Sindaco Coppo, l'opinionista Coffano e via dicendo.

Ho deciso di non dimettermi dalla carica di Presidente ASP, come richiesto dal Sindaco, perché non ho ragioni valide per farlo: ritengo di aver ben operato, insieme al Consiglio di Amministrazione che da domani terminerà la sua stagione, nell'interesse dell'Azienda e dei cittadini utenti. E non ritengo che lasciare per far posto a persone di altro colore politico, come richiesto da Rasero, sia una ragione valida, la sola finora sostenuta da lui.  

Ribadisco dunque la mia decisione di non dimettermi, attendendo il compiersi della revoca nell'Assemblea dei Soci di domani, di essere totalmente disinteressata alle indennità economiche e di essere invece molto interessata a leggere sui giornali come, da domani, verrà gestita questa Azienda, anche su input del Sindaco Rasero, con quali obiettivi, risultati e benefici per i cittadini.

Giovanna Beccuti

mercoledì 7 febbraio 2018

OSSERVATORIO SPECIALE FEBBRAIO 2018

L’OSSERVATORIO (speciale febbraio 2018) di Gianni Amendola. La “fake communication” che spesso caratterizza le campagne elettorali ha trovato (e troverà ancora) piena realizzazione dopo i fatti di Macerata, capitati proprio nel pieno della contesa politica. L’importante era (è) per Salvini e la Meloni spostare l’obiettivo dal bersaglio del fascista che ha sparato; nè ovviamente poteva mancare Berlusconi, il quale non può permettersi di lasciare al leader della Lega, suo competitor interno, il centro della polemica e della scena politica attuale. Abbiamo allora preso atto delle contorsioni di ragionamenti le più strane (secondo Forza Italia ad esempio lo sparatore apparterrebbe ad una forza politica non meglio identificata) o di frasi buttate nella mischia, al solo fine di evitare che si ponesse al centro il tema vero e preoccupante del risorgente “fascismo”, quantomeno del riemergere di quel mondo mai scomparso nel Paese, ma finora mai così evidente specie dopo i successi elettorali del centrodestra nelle ultime Amministrative (l’humus adatto per ricrearsi), avuti grazie all’appoggio nei ballottaggi dei Cinquestelle (ovviamente ricambiati a Roma e a Torino) ed i cui più recenti inquietanti segnali sono stati l’interruzione a Como dell’incontro sui migranti, da parte di un gruppo di estrema destra comunque qualificatosi tale, l’assalto di Forza Nuova alla sede de “La Repubblica” a Roma, per non dire del gestore dello stabilimento balneare di Chioggia, che aveva fatto pubblica dichiarazione a favore del Ventennio. E’ chiaro che il Centrodestra sia in forte imbarazzo; niente di meglio allora che tirar fuori la “fola” dell’esasperazione della gente che può rischiare di armare, come è avvenuto, la mano di qualcuno contro i migranti, ritenuti troppi e delinquenti. La Meloni, la più in difficoltà ovviamente, ha pensato bene di coinvolgere Mattarella nella polemica (appunto, spostare il bersaglio), rimproverandolo con livore rancoroso di non aver espresso pubblicamente il cordoglio alla famiglia per l’orrenda fine di Pamela, la ragazza di Macerata poi tagliata in due. E ancora, la Meloni ha parlato come Salvini dell’inquietudine sempre crescente della gente nei confronti dei migranti, attribuendone la colpa alla Sinistra che li ha accolti invece che respingerli o espellerli. Perché ho detto “fola”? Che ci siano tante persone con un senso di disagio, se non proprio di rifiuto del “diverso” è un dato, ma ciò non deve in alcun modo giustificare fatti come quello di Macerata; sarebbe come dire che poiché c’è (o c’è stata) la crisi economica e molta gente ha perso il lavoro o il potere di acquisto del proprio salario, si può “comprendere” se qualcuno và a rapinare un gioielliere o un appartamento! Spetta alla Politica dare risposte; il Centrodestra, che ha la paternità della Legge Bossi-Fini tuttora vigente, cosa ha fatto per migliorare l’accoglienza o per progetti di integrazione? Qualcosa forse, ma fu Berlusconi a varare una grande sanatoria, legalizzando circa un milione di clandestini (cito Massimo D’Alema). Dov’erano Salvini e la Meloni all’epoca? Proprio Berlusconi, che non poteva non dire la sua per le ragioni suddette, parlando di “bomba sociale” ha aumentato la quota degli immigrati da espellere, 600.000, vale a dire 100.000 in più di quelli indicati dal leader leghista, quasi a far capire chi comanda in quell’alleanza.. ,senza spiegare peraltro “come” espellerli e quanto costerebbe farlo (ammesso e non concesso che siano vere quelle le cifre..)! Ma tant’è; è fin troppo evidente il timore che i fatti di Macerata possano dare una svolta diversa da quello che sembra l’andamento dei sondaggi, anche se finora, ancora a botta calda pare di no. Ma non c’è molto da sperare al riguardo, perché c’è in tanta parte del Paese la sensazione che la situazione stia sfuggendo di mano, pur se le cifre ufficiali dell’ISTAT parlano di una diminuzione sensibile dei reati (compresi quelli commessi da stranieri). In questo contesto la posizione dei Cinquestelle rimane furbescamente in “stand by”; “non commentiamo i fatti di Macerata per evitare strumentalizzazioni”, ha subito dichiarato l’anodino Di Maio, a differenza di Fico che si è espresso contro quell’atto e la cultura ideologica che lo ha sotteso. La verità è che dovendo prendere voti a destra e a manca l’aspirante premier pentastellato non può esprimere una posizione chiara: deve capire prima come vanno i sondaggi e poi accodarsi. Gli và ricordato, invece, che proferire battute del tipo “c’è chi si è arricchito con gli sbarchi” (ovviamente per lui il Pd), che la nostra Costituzione, di cui i Cinquestelle si son fatti strenui difensori all’epoca dello scorso referendum, è profondamente anti-fascista; se poi Giggino (che lo ha detto sì in una recente intervista, ma deve ribadirlo sempre, specie ora) reputasse che il pronunciarsi in modo netto sull’antifascismo rischi di alienargli voti in uscita da destra o, ancor peggio, di minare l’ipotesi sempre in piedi di un governo “con chi ci sta” (e gli unici sarebbero proprio la Meloni e Salvini!), allora getti la maschera e parli “in modo trasparente” alla gente! E gli si ribatta che anche nella Sanità ad esempio o negli appalti pubblici c’è chi cerca di arricchirsi: dovremo allora per questo ridimensionare gli ospedali, acquistare meno farmaci o non costruire più nulla tra case, ferrovie, ponti..? Ma come parla costui? E’ chiaro che è la Politica, come dicevo, a creare le condizioni (legislative e soprattutto culturali…) per perché la corruzione abbia un freno…Forse bisognerebbe che Di Maio guardi un più in casa propria, dove non pare proprio si brilli per chiarezza e trasparenza, a cominciare da Roma, dove tra l’altro potrebbe essere inquisito anche lui per la vicenda di Marra. Certo il problema degli immigrati esiste; soprattutto, come ha ricordato il sindaco di Macerata, è il vedere tanti di questi ragazzi di colore magari in giro senza far nulla, forse perché usciti dal programma di integrazione, rischiando di finire a delinquere, a generare inquietudine. E’ qui probabilmente il punto “debole” della questione; occorre allora rinforzare tali iniziative, crearne di nuove, finanziate (conviene ricordarlo sempre) dai fondi dell’Unione Europea, anche coinvolgendo (perché no?) tanti nostri giovani in cerca di occupazione, ma che hanno titoli (conoscenza delle lingue o laurea in Scienza delle Comunicazioni, e non solo..). Potrebbe essere una ulteriore risposta seria e dignitosa per il nostro Stato al problema dei migranti e della loro integrazione ..Ma non aspettiamoci che a proporre ciò (o altro) sia il Centrodestra. Gianni Amendola

domenica 4 febbraio 2018

Il PD contro l’aumento di tasse e tariffe comunali.

“La stangata di Rasero sulle famiglie non si nasconde con lo scaricabarile”. Il PD contro l’aumento di tasse e tariffe comunali. Il centrodestra, che sta promettendo in campagna elettorale di abbassare le tasse, ad Asti ha appena deliberato di alzarle pesantemente ricorrendo anche allo “scaricabarile” per tentare di mascherare la propria incapacità di gestire il bilancio comunale senza “spremere” i cittadini. Rincari bus e parcheggi. In realtà il rincaro dei biglietti dei bus e dei parcheggi deliberato da Rasero serve a compensare il fatto che nel Bilancio 2018 il Comune ha previsto di tagliare 250.000,00 euro per il trasporto pubblico. Per poter mantenere lo stesso livello di servizio deve compensare il taglio con i maggiori introiti che si spera di incassare aumentando il costo di titoli di viaggio e parcheggi. Il fatto che nei cinque anni precedenti siano state mantenute le tariffe più basse del Piemonte è un merito e non un demerito della precedente amministrazione. Sarebbe stato meglio continuare a mantenere le tariffe basse. Rincari Tassa rifiuti. Negli ultimi due anni l’amministrazione precedente aveva ridotto complessivamente di circa il 5% il costo spalmato sugli astigiani della tassa rifiuti. Nel 2015 i “costi da ripartire tra utenze domestiche e non domestiche” sono stati di 18.302.418 euro; nel 2016 sono scesi a 17.961.138 e nel 2017 sono scesi a 17.427.195. Nel 2018 si risale a 18.281.893 euro. Questo aumento non serve affatto a compensare buchi passati ma le spese del 2018. Si vedano i piani tariffari delle delibere 2015/16/17/18 (DOC 4-5-6-7: l’ammontare complessivo dei costi di servizio è sempre a pag. 9). L’amministrazione precedente ha sperimentato (nel quartiere Torretta e zona viale alla Vittoria) un sistema di raccolta che se applicato in tutta la città consentirebbe di evitare i rincari riconducibili all’aumento dei costi determinato dallo scatto contrattuale dei dipendenti dell’igiene urbana: purtroppo anziché decidere subito di adottare il nuovo sistema, come si sarebbe potuto fare in modo da poter beneficiare dei minori costi dal 2018, non si è ancora assunta la relativa delibera. Se si accelerasse questa riorganizzazione si potrebbe fare marcia indietro sull’aumento della tassa rifiuti. Il rincaro delle mense non c’entra con gli oneri di urbanizzazione. Rasero tenta di giustificare il rincaro delle mense e delle tariffe sociali giustificandosi col calo degli oneri di urbanizzazione. Nel 2017 gli oneri di urbanizzazione sono stati (come previsto dalla legge) usati in parte corrente solo per la manutenzione ordinaria dei beni comunali (strade, palazzi, scuole, etc.). Non potevano (come sarà anche per il 2018) essere usati per altro (es. stipendi o spesa sociale). Quindi dire che si aumenta il costo della mensa perché si teme che possano entrare meno oneri di urbanizzazione non ha alcun nesso logico né pratico. L’amministrazione precedente non ha lasciato buchi e Rasero lo certifica già nel luglio 2017 L’amministrazione precedente non solo non ha lasciato buchi di bilancio ma un “avanzo di amministrazione”. Infatti la buona salute del bilancio comunale ereditato era già stata certificata a luglio 2017, attraverso la cosiddetta delibera di salvaguardia approvata dalla giunta Rasero e dai suoi consiglieri di maggioranza, e che ha attestato l’assenza di buchi consentendo alla nuova amministrazione di applicare quote di avanzo per finanziare nuove spese e, nel contempo, mantenere gli equilibri di bilancio così come hanno certificato anche i revisori dei conti. Alcuni dati: Pagina 5 del Rendiconto 2016 (approvato dai revisori dei conti) attesta avanzo di amministrazione 2016 di particolare rilievo (euro 25.415.074,76) Nel 2017 l’amministrazione Rasero ha già speso 1.944.766,08 euro avanzati dall’amministrazione precedente: 1. con la variazione di bilancio di luglio 2017 ha applicato 647.335,68 euro in parte corrente e 660.923,21 in parte straordinaria; 2. con la variazione di bilancio di novembre 2017 ha applicato alla parte corrente euro 116.507,19; al conto capitale euro 520.000,00. A settembre Rasero torna a certificare la buona salute del bilancio ereditato E’ scaricabile dal sito del Comune- sezione trasparenza, infatti, la Relazione di inizio mandato che ogni Sindaco è nel dovere di redigere. Diligentemente anche il Sindaco Rasero ha fornito ai cittadini la sua relazione che dettaglia da più punti di vista lo stato di salute dell’Ente. Tra i tanti elementi analizzati dal documento, quella più corposa e dettagliata riguarda proprio il quadro della situazione finanziaria del Comune. Il Sindaco ha, nero su bianco, certificato che il bilancio, così come ereditato, “NON PRESENTA SQUILIBRI” (pag. 19 del documento richiamato). Nel merito il Documento così recita: Al punto 1.5 condizioni finanziarie dell’Ente: Indicare se l’Ente, nel mandato amministrativo precedente, ha dichiarato il dissesto finanziario ai sensi dell’art. 244 del TUEL, o il predissesto finanziario ai sensi dell’art. 243 bis 1) DISSESTO: NO 2) PREDISSESTO: NO In sintesi: 1. a Luglio Rasero certifica che il bilancio è in ordine; 2. Il 22 settembre ribadisce il concetto; 3. a pochi giorni di distanza, “RIBALTA LA FRITTATA”, nel maldestro tentativo di giustificare gli aumenti tariffari: troppo facile dare la colpa a quelli di prima. Multe non riscosse. Si dice che gli attuali problemi del comune sarebbero causati dal fatto che è aumentata negli anni la quota di multe non riscosse. Probabilmente l’incremento segnalato è soprattutto apparente (e dovuto al cambio di contabilizzazione). Se anche fosse vero, il fatto non inciderebbe negativamente sul bilancio dell’anno in corso ma semmai avrebbe inciso sui bilanci precedenti, che però si sono chiusi in equilibrio e con tasse più basse. Semmai si dovrebbe accusare l’amministrazione precedente del contrario: “hai dovuto applicare tasse più alte di quelle che avresti potuto applicare se avessi riscosso più multe”. Oggi però il problema è che l’amministrazione in carica vuole aumentare le tasse. Se sarà anche più brava a riscuotere le multe avrà (rispetto al passato) due fonti di “spremitura” in più dei cittadini rispetto al prelievo operato negli anni scorsi dall’amministrazione precedente: le multe in più e le tasse aumentate. La storia ci racconta che non serve dare la colpa alla precedente amministrazione perché per fortuna i cittadini hanno la maturità per sapere valutare. Gli aumenti tariffari – BUS, MENSE, PARCHEGGI E TARI, sono stati una precisa scelta dell’amministrazione RASERO che se ne deve assumere la piena responsabilità. Una scelta le cui conseguenze incideranno pesantemente sulla vita quotidiana delle famiglie. Gruppo Consigliare PD Asti e Organi del Partito.

OSSERVATORIO FEBBRAIO 2018

L’OSSERVATORIO di Gianni Amendola. Lasciamo stare per ora i commenti sulle candidature (non solo quelle che riguardano il Pd); i maggiori quotidiani ne han parlato in abbondanza e sono state fatte considerazioni pressocchè unanimi. Sui sondaggi direi poi di andarci sempre con le dovute cautele, in quanto a volte, anche recentemente, hanno anche in parte “toppato”. Comunque, al di là di questo, non si respira “aria buona” intorno al Pd e la percezione anche di nostri esponenti istituzionali (sindaci, consiglieri…), non solo di Asti, di persone cioè che hanno capacità di “fiutare” più di altri gli orientamenti dell’elettorato, è che le cose non si mettano bene... Resterà da vedere “quanto e dove” si perderà. Personalmente ritengo che anche di fronte ad una sconfitta (sto facendo ipotesi, non un augurio), se non si andrà troppo al di sotto di una certa percentuale (diciamo un 23% che già sarebbe una bella botta), mettendo insieme il verosimile 3-4% delle liste imparentate col Pd (+Europa, Insieme, Civici) si arriverebbe intorno al 27%; se d’altro canto LeU raggiungesse davvero quel 7-8% che gli viene attribuito, vorrà dire che in Italia, nonostante tutto, ci potrà essere in Parlamento un’area di Centro-Sinistra intorno al 34-35%. Fantasie? Chissà…Certo è che in questo modo le cose cambiano, perchè, con quelle percentuali (se confermate) non si potrà lasciare alla Destra il Governo del Paese (semprechè superi quei numeri..), né tantomeno ai Cinquestelle. E’ ovvio che un tale personale auspicio (forse non troppo lontano dalla realtà) si scontrerà con tutti i rancori, risentimenti personali che la scissione a sinistra ha provocato nel partito; ma son sicuro che non mancano all’interno del Pd (e di LeU) esponenti che faranno il possibile per gettare “ponti” (ogni Legislatura ha avuto i suoi “pontieri”; nella DC era la norma…) perché le due parti tornino a confrontarsi. Il fatto è che comunque dopo il 4 marzo molte alleanze elettorali si scomporranno necessariamente, anche nel Centrodestra, in quanto Berlusconi non accetterebbe di buon grado un governo con un alleato riottoso come Salvini (un conto è la campagna elettorale, un conto è governare), per cui giocherà la carta delle “larghe intese”, che i più danno per certo perché già concordate; il Pd, di fronte a tale ipotesi, vedrà la minoranza, già in parte falcidiata dalle candidature, senza dubbio sulle barricate, con tutte le conseguenze possibili, mentre i Cinquestelle chiederanno un governo con “chi ci sta”, ammesso che riescano ad ottenere le percentuali che i sondaggi prevedono, ma probabilmente non saranno comunque in grado di formare un Esecutivo con numeri stabili e sufficienti (tolto Forza Italia ed anche il Pd chi rimarrebbe per loro solo la Lega… Immaginatevi l’Europa!!!). Il fatto quindi che LeU e Pd tornino seriamente a parlarsi sarà imposto “dai fatti”; del resto lo stesso D’Alema, non certo un nome “unitivo”, ha detto, come pure Vasco Errani, di stare attenti a “non farsi troppo del male”, quasi nella consapevolezza che un quadro politico come lo sto ipotizzando potrebbe non essere del tutto campato in aria. A quel punto la palla passerà al Pd perché una linea politica di governo proprio con il partito che raccoglie i suoi fuorusciti non sarà certamente accettata, se non al prezzo (e questo è il punto) di un deciso cambio di linea politico-programmatica su alcune questioni (lavoro, diritti, scuola..); in gioco in ultima analisi ci sarà il passaggio da una “macronizzazione” del partito, basato sul carisma del capo, dove qualche strapuntino alla minoranza lo si trova sempre, ad un partito articolato, presente sui territori che invece elegge un capo che lo interpreti e lo rappresenti in toto. Al momento tali visioni sembrano inconciliabili. Io credo che da lì ogni cosa verrà rimessa in discussione; ma se questo eventuale 34-35% di un’area di sinistra in Parlamento fosse anche di poco maggioritaria, e non si tentasse di dar vita ad un Governo, beh, vorrà dire che la voglia di farsi del male sarà prevalente rispetto ad ogni altra considerazione politica. Significherà però che in Italia la sinistra nel suo insieme “chiuderà” per almeno 20 anni! Si vuole giocare a chi lasciare il cerino per caso? Gianni Amendola

domenica 28 gennaio 2018

Pino Goria : verso il voto del 4 marzo



Cari Astigiani,

domenica 4 marzo saremo tutti chiamati a votare per le elezioni politiche nazionali. Molti di voi staranno giustamente cercando i motivi per non rimanere a casa quella domenica. Vorrei dirvi, in poche righe, come la penso.

Spesso sentiamo dire che il voto servirà solo a consegnare una delega in bianco ai partiti e ai nuovi parlamentari eletti, che la useranno poi a loro piacimento senza rispettare le promesse fatte.

Non sono d'accordo. Penso invece che più sarà forte il nostro mandato popolare, più risulteranno vincolanti gli impegni presi dai candidati in campagna elettorale.

Se saremo tanti a dare il nostro voto, avremo più forza dopo per chiedere conto dei risultati ottenuti: io sono interessato a farlo.

Perciò il 4 marzo sarà importante recarsi a votare e dare la propria preferenza. Mi sono convinto che per migliorare la democrazia, compresa la sua classe politica, non c'è altra via che mettere ancora più fiducia negli strumenti democratici che abbiamo, primo tra tutti le elezioni.

Penso poi che da qui al giorno del voto continueremo ad aver tempo di valutare gli impegni presi cinque anni fa e gli obiettivi raggiunti in questi anni dal Governo e dai Parlamentari. C'è molto di cui discutere: dalle misure che hanno creato lavoro a quelle per affrontare il fenomeno complesso dell'immigrazione tenendo insieme sicurezza e accoglienza, dal reddito di inclusione contro la povertà al piano di recupero per le periferie. Per discuterne spero che avremo occasione di incontrarci nei prossimi giorni.

Fatemi, però, aggiungere solo questo: diffidate da chi fa annunci roboanti. Una promessa credibile non è quella che promette il migliore dei mondi possibili. È molto più importante se chi ve la fa ha già dimostrato di poterla mantenere. E qui non contano le sparate, contano invece i risultati ottenuti, magari soltanto buoni e non ottimi, ma che sappiamo potranno essere migliorati.

Funziona così per ciascuno di noi nella vita di tutti i giorni, non si capisce perché in politica dovrebbe essere diverso.

A me piace dire che il Partito democratico deve avere un'unica passione: la voglia di essere utile a tutti. Questo vale sia quando guida il governo del Paese o un Comune, sia quando può mettersi a disposizione di una comunità cittadina, con i suoi bisogni e le sue paure. Avere questa passione è il modo migliore per guardare ai problemi, che ci sono e non vanno nascosti, ma anche per non rinunciare alle speranze delle persone e lasciare tutto com’è o peggiore di com’è.

Ad Asti abbiamo cercato di farlo anche con un gesto simbolico, spostando la nostra sede dal centro città in Corso Casale.

Spero di incontrarvi presto,

Pino Goria

Segretario provinciale Partito democratico

martedì 23 gennaio 2018

Col cdx le tasse salgono!


Il Sindaco Rasero e la sua giunta comunale lo scorso 16 gennaio hanno approvato la delibera che stabilisce le tariffe dei servizi per l’ anno 2018.

Si rilevano una raffica di aumenti che comporteranno un vero e proprio salasso per i cittadini, proprio in una fase economica nella quale  il reddito disponibile (purtroppo ancora scarso per molti cittadini)  dovrebbe essere indirizzato ai consumi ed a soddisfare i bisogni primari.

Ci riserviamo di analizzare approfonditamente tutti gli aumenti apportati, ma alcuni esempi danno la misura della gravità del  provvedimento: il biglietto dell’autobus passa a  € 1,20, l’abbonamento mensile  da  13 euro a 25 euro  quello per studenti da 10 euro a 18 euro;  l’abbonamento annuale per il parcheggio residenti in ZTL/ZTM  passa da 60 euro a150 euro; aumentano i servizi cimiteriali, il costo della refezione scolastica, le tariffe dell’ex mercato ortofrutticolo all’ingrosso.

A questi aumenti si aggiunge infine quello della TA.RI del 5% circa.

Contestiamo con forza le motivazione addotte dalla Giunta Rasero chegli aumenti sono necessari per garantire uno standard qualitativo maggiore dei servizi offerti, crediamo invece che rappresentino l’incapacità di gestire il bilancio comunale e la conseguente adozione di misure semplicistiche  con  l’attenzione di colpire i cittadini appartenenti alla fascia più debole, alla quale evidentemente la maggioranza non ha cambiali elettorali da pagare.

Non si dimentichi che pochi giorni fa la giunta si è rifiutata di modificare il regolamento del Progetto di vita Indipendente come chiesto con forza da molte associazioni e da noi stessi e dalla minoranza tutta.

Il Partito Democratico, rivendicando gli sforzi che per anni ( quelli della grande crisi economica) l’Amministrazione Brignolo ha fatto per non applicare alcun aumento di tariffe e tasse mantenendo un adeguato livello di servizi, a partire dai prossimi giorni avvierà una serie di azioni tese a contrastare l’applicazione di questi aumenti  ed a raccogliere da cittadini e associazioni suggerimenti e opinioni.

Suggeriamo al Sindaco Rasero ed alla sua maggioranza, di concentrarsi nel mantenere tutte le promesse chefatte in campagna elettorale;  ci aspettavamo più sicurezza, sviluppo economico, chiusura dei campi nomadi  ed invece i cittadini si ritroveranno solo a dover sostenere maggiori costi.

In ultimo, ma non meno importante, evidenziamo la contraddizione delle politiche cittadine con il programma elettorale delle forze politiche che sostengono la maggioranza: mentre si promettono riduzioni di tasse ad Asti gli stessi partiti le aumentano!

Lunedi 29 gennaio il Gruppo Consigliare Pd e il Circolo Cittadino  indirranno conferenza stampa per illustrare in dettaglio le azioni politiche sul tema in questione.

Partito democratico

Circolo cittadino Asti  

martedì 16 gennaio 2018

Revocare la delibera su Vita Indipendente

Il Partito Democratico richiede la revoca della delibera su Vita Indipendente come riportato sull'articolo di cui sotto.

Ecco i "risultati" dopo 6 mesi

Angela Motta, Capogruppo Gruppo Consigliare Partito Democratico replica alle dichiarazioni della giunta Rasero: A sei mesi dall’insediamento della Giunta Rasero ecco il bilancio di quanto fatto: "Sicurezza" sono stati numerosi gli episodi di cronaca in città. Rapine, furti in abitazione, truffe agli anziani, persino un sequestro di persona con violenza sessuale, ed al momento l’unica risposta alla promessa di "Tolleranza Zero" è il proseguimento del progetto di “Controllo del vicinato”, già attivato dalla Giunta precedente; anche l’accattonaggio continua indisturbato sotto gli occhi di tutti: davanti all'ospedale, a negozi, supermercati e in centro nei giorni di mercato; sul fronte nomadi si è passati dalla promessa di “chiusura del campo” a suggerire "comportamenti adeguati". Le Politiche sociali hanno visto sinora due novità: una in tema di disabilità, con lo smantellamento del progetto “Vita indipendente”, sostituito da quello “Vita accettabile”, con il rischio che la difesa dei diritti dei più deboli e soprattutto dei disabili siano messi in discussione. L’altra è la sostituzione di politiche attive di contrasto alla povertà, con mere “opere di carità”. Sul piano turistico-culturale è stata introdotta la tassa di soggiorno, mentre si è deciso di perdere l’importante occasione di candidare la città di Asti a “Capitale della Cultura 2020”. In materia urbanistica si è proposto di cambiare la destinazione d’uso di un’area destinata a parco pubblico (Fontanino) ad area per la realizzazione di un complesso scolastico, in cui verrebbero alloggiati i bambini provenienti dalle scuole del Boschetto dei Partigiani, dalla Rio Crosio e dalla sezione distaccata della scuola Pascoli. Anziché perseguire la linea del recupero e della riqualificazione, si preferisce, ancora una volta, continuare ad edificare e trasformare aree verdi in ulteriori contenitori. Ciò comporterebbe ulteriori disagi alla viabilità in una zona della città già problematica e congestionata da chi deve recarsi in ospedale, con un incremento anche dell’inquinamento atmosferico. Il Palio, considerato anima pulsante della vita cittadina, è stato rinnovato solo nel cambio di data, anticipata di quindici giorni. Nessuna variazione di bilancio ha caratterizzato l’attività della nuova Giunta, solo gestione ordinaria. Le opere in corso sono la prosecuzione di progetti avviati dalla precedente amministrazione. Ad oggi non è stato ancora presentato il bilancio di previsione 2018, principale strumento di programmazione del Comune. Il mancato rispetto del termine del 31 ottobre, previsto dal regolamento di contabilità, sta creando non poche difficoltà all’operatività degli uffici. In sintesi: tanta improvvisazione senza programmazione."

OSSERVATORIO GENNAIO 2018

L’OSSERVATORIO. Recuperare la Scuola: un obiettivo programmatico per il Paese. I recenti casi delle baby gang che aggrediscono inermi ragazzi o adulti, a Napoli come a Grugliasco (non molti giorni fa) pongono ulteriormente il grosso, enorme problema dei giovani adolescenti nel loro rapporto col mondo, con gli altri, con gli adulti, coi mezzi di comunicazione. La donna, che si trovava davanti al centro Commerciale “Le Gru”, con marito e figlio, colpita da una ragazza della “gang” che poteva essere sua figlia, solo per il fatto di averla richiamata per un loro insistente bestemmiare e turpiloquio annesso, ha raccontato di aver visto nello sguardo della sua giovane assalitrice un carico di odio difficilmente dimenticabile. Qui allora non si tratta di “nord”, “centro” o “sud” , ma di un disagio profondo che attraversa le giovani generazioni e che trova le forme di espressione più varie, unite tutte però dal voler dare visibilità al gesto, magari da postare sui social network, e dall’insulto alla vittima, individuata come bersaglio naturale di tutte le loro (dei ragazzi del branco) difficoltà esistenziali, che quei gesti spavaldi vorrebbero nascondere a se stessi ed agli altri. Additare le famiglie quale causa di questi comportamenti deviati è doveroso, ma resta sullo sfondo un’altra domanda: “cosa può fare, cosa propone la scuola?” C’è da riflettere non poco, perché se la Scuola (ma anche le famiglie, ma anche i mezzi di informazione/formazione ovviamente) non educa al senso della comunità, del vivere civile, del rispetto dell’altro e della propria diversità (qualsiasi essa sia) fallisce uno degli scopi per cui esiste: la trasmissione del sapere all’interno di una solidarietà umana (le classi di studenti) e di una comunione di intenti (la crescita personale come ragazzi e ragazze che fanno della conoscenza uno strumento di ciò). Poi certo, si hanno le lavagne mediatiche, si portano avanti metodi di insegnamento all’avanguardia, tutto bello, tutto encomiabile, ma accanto a questo molto spesso non crescono “per” e negli studenti quei riferimenti di cui sopra, e vorrei in particolare sottolineare l’educazione al senso civico. Poiché sono gli Insegnanti i “front men” della scuola verso gli allievi, coloro cioè che trasmettono saperi e valori, bisogna allora fortemente ri-motivarli (non solo economicamente), restituire loro una centralità che han da tempo perduta, rivedendo il rapporto Dirigente d’Istituto/Docente, perché se un Preside (chiamiamolo ancora così) non valorizza, non apprezza, non dà sostegno ai Professori, al contrario viene visto da loro come “nemico” perché in grado di relegarli all’ultimo gradino della sua considerazione, con tutte le possibili conseguenze connesse (e i ragazzi se ne accorgono di queste delegittimazioni; situazioni difficilmente gestibili nelle classi nascono spesso proprio da ciò), di che scuola parliamo? Come fà un docente a rapportarsi “autorevolmente” con le famiglie, che quasi sempre prendono le difese “a prescindere” dei loro figli, se dietro non hanno un dirigente che li appoggia e solidarizza con loro? Questo è un punto delicatissimo che non nasce a caso e deve essere affrontato senza preclusioni ideologiche, anche e soprattutto nel Pd se sarà ancora perno del governo del Paese, poichè và a toccare il ruolo “quasi assoluto” dei Presidi, sin dall’inizio contestato dalla gran parte degli insegnanti, un aspetto che andrà certamente rivisto all’interno di una riconsiderazione generale della “107”. Non parliamo quindi più di “bonus” ai migliori, i meritevoli, elargiti dal Dirigente d’istituto spesso sulla base di personalissimi criteri, capaci solo a dividere il corpo docente (ecco il vulnus…“divide et impera” dicevano i Romani…), quanto invece rafforziamo lo spirito solidaristico degli Insegnanti, che non vuol dire appiattimento (il merito non è escluso, purchè sian chiari, trasparenti e condivisi i “parametri di valutazione”), non vuol dire omertà tra colleghi, vuol dire al contrario consolidare lo “spirito di corpo”, il “senso di appartenenza” alla scuola, che i ragazzi “devono” poter avvertire in coloro che li educano al sapere. Se invece si gioca a spaccare il corpo docente allora si rischia di perdere se non tutto “molto”, in termini di autorevolezza della scuola, perchè se poi alla fine ci sarà chi pensa solo a mantenere il proprio posto di Dirigente, cercando di garantire un numero sufficiente di iscritti (e qui c’entra molto il rapporto spesso “prono” verso le famiglie…), e chi all’”ombra del Preside” (usiamo questa “gentile” metafora) cercherà “in ogni modo” di integrare lo scarso stipendio statale, che scuola sarà? Quella dell’arrivismo? Investire non solo economicamente sull’Istruzione, quindi sull’Università, sulla cultura in genere fà bene al Paese, perché serve a costruire il proprio futuro. Quei ragazzi citati all’inizio di questo articolo, se avessero trovato una ambiente scolastico più solidale, più “motivante” allo studio inteso come “amore del sapere”, chissà, forse non sarebbero arrivati a quel punto; non possiamo dimostrarlo ovviamente, ma non si può nemmeno far finta di non pensarci. “A monnezza de Roma”. L’immagine di Roma, a tratti sommersa dai rifiuti sta facendo il giro del mondo, perché la città è tra le più belle del nostro pianeta, attrae da sempre milioni di turisti, è la sede del Papa ed è una città che ha una storia millenaria (e di ogni epoca vi sono monumenti e cose d’arte) come nessun altra; è un patrimonio dell’umanità. E’ ovvio che notizie del genere diventano immediata informazione per miliardi di persone, non proprio quindi “cosette di casa nostra”. Il problema dell’immondizia (‘a monnezza) Roma lo trascinava, come per altre grandi città, da tempo; l’ex- sindaco Marino aveva chiuso definitivamente, col favore di tutti, anche dell’Europa che l’aveva chiesto già nel 2007, la discarica di Malagrotta, individuando altre zone, tra cui Ostia con un tritovagliatore che i Pentastellati avevano giurato di non utilizzare mai, anzi di eliminarlo del tutto, ma adesso se ne stanno servendo. Ciò che sconcerta, a quanto ci è dato da capire, è l’indecente balletto e il tentativo di scaricabarile posto in essere dal Movimento 5 Stelle, il quale, nella persona della sindaca Raggi, ha chiesto inizialmente all’Emilia Romagna di poter farsi carico dello smaltimento, facendo immediatamente marcia indietro dopo la protesta dei “dimaini” locali, per i quali la cosa (chiedere cioè aiuto su un tema delicato come quello dei rifiuti ad una regione notoriamente pd) sarebbe apparsa un tracollo, un abbassarsi a chiedere sostegno proprio al nemico che vorrebbero abbattere sul suo territorio più rappresentativo. A sentire il candidato premier Di Maio la colpa dell’accumulo dell’immondizia è perciò del Pd che gioca ad alzare le tariffe dello smaltimento, costringendo la città di Roma a dover tenere ancora sacchi di spazzatura ovunque, per non pagare prezzi eccessivi. Incredibile! D’altra parte, Roma per i “5 Stelle” è il fiore all’occhiello (ora non tanto!); prendere atto di un fallimento amministrativo e politico sarebbe per loro uno smacco pesante, a maggior ragione se non dovessero vincere le prossime elezioni politiche. Niente di meglio quindi che cambiare le carte in tavola, ed esperti di comunicazione quali sono (o credono di essere), stan facendo di tutto per scaricare su altri (il Pd) la loro inadeguatezza. Sarebbe questa la nuova politica? La trasparenza? Gli atti amministrativi fatti coi cittadini? La verità è che l’ossessione del voto, il “dover vincere per forza” (pena la loro probabile, progressiva scomparsa politica o, alla meglio, il riciclarsi di molti di loro nei partiti “tradizionali”), la necessità di “prendere voti ovunque e comunque”, li sta rendendo ondivaghi (un giorno dicono una cosa, il giorno smentiscono parzialmente a seconda della convenienza..), annaspanti, sempre alla ricerca di un pretesto vero o presunto per inscenare una polemica politica, in cui loro, “i buoni”, si erigono contro le trappole e le furberie dei professionisti della politica, evitando di dare però le risposte nel merito; ma loro, i “5 Stelle”, se è per vincere, lo fanno nell’interesse dei cittadini (quasi la richiesta di un atto di fede questo, dato che proprio a Roma stanno scrivendo una pagina piuttosto oscura, anche Di Maio, che ha avuto un ruolo non secondario nella scelta e nell’”endorsement” verso i più stretti collaboratori della sindaca, da cui ora stan cercando di prendere le distanze per le vicende giudiziarie in corso che vedono coinvolti anche loro…). La “grosse koalition” in Germania. Ora che, come sembra, la Germania si affiderà alla terza Grosse Koalition (semprechè i socialdemocratici di Schutz saranno d’accordo, dato che al momento i mal di pancia sono forti) per riconquistare la stabilità del suo quadro politico, e che rilancerà ulteriormente l’asse Berlino-Parigi come guida in ambito europeo, cosa proporrà Di Maio? Nuovamente la possibilità di uscita dalla moneta unica? Non è una battuta oziosa, ma una questione vera, se si deve dar credito alle parole del candidato statista “5 Stelle”, il quale proprio recentemente aveva dichiarato la non necessità ormai del referendum anti-euro, in quanto sia la Germania, sia la Francia erano “meno forti” di prima! Perché, se la Germania e la Francia torneranno ad avere un solido ruolo guida nel Vecchio Continente, che farà Di Maio? Andrà a discutere con la Merkel e con Macron, sbattendo i pugni? Contratterà l’uscita dell’Italia? Non si rende conto invece che le sue frasi circa la fattibilità o meno del referendum sull’Euro (che peraltro la Costituzione vieta) creano solo diffidenza in Europa e nel mondo? Quale la credibilità per l’Italia con lui al potere? Perché se pensa che la moneta unica sia un danno, allora imposti e proponga tutto un programma politico ed economico preciso e dettagliato, spiegando i (presunti) vantaggi del ritorno alla lira, senza recedere di un millimetro da questa posizione, in nome della chiarezza. Invece finora si è giocato a nascondino: prima un “no” (all’euro) che diventa “sì, ma..”, poi un “sì, quasi certamente”.. Non gli resterà che andare in tv (ovviamente senza contraddittorio), col quel suo eterno ghigno tra il reazionario e lo sprezzante, a dire (lo sentiremo, vedrete!) che “per ora si rimane nell’ambito della moneta unica, ma se la Merkel e Macron non accetteranno le proposte dell’Italia, allora si raccoglieranno le firme per uscirne!” Uno statista, per essere tale, oltre alla competenza ed alla conoscenza dei problemi reali, deve avere le virtù di una visione politica ampia nel medio e lungo periodo, accanto alla capacità di saper ascoltare e di saper mediare “alto”; qui invece siamo al piccolo cabotaggio, alla navigazione a vista in uno specchio d’acqua!… D’altra parte, per chi come Giggino (e i “5 Stelle”) ha sempre affermato di non essere né di destra né di sinistra (un modo cioè per tenersi le mani libere e dire contemporaneamente una cosa ed il suo contrario) quale pensiero coerente ci si può aspettare? “Và dove ti porta il voto”, sembrerebbe lo slogan più calzante per il MoVimento; dove c’è convenienza elettorale immediata lì troverete un grillino (anzi “dimaino”)…E tanti saluti al Paese… Gianni Amendola