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Caporalato, Martina: mai più schiavi nei campi

Diritti dei lavoratori e difesa del reddito degli agricoltori per noi sono parte della stessa battaglia

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Una promessa mantenuta con i cittadini

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mercoledì 17 ottobre 2018

CONCORSO PIAZZA CAMPO DEL PALIO

Gentilissima Presidente, Le è certamente noto che l’Asp, nel marzo 2017 ha lanciato un concorso di idee sulla riqualificazione urbanistica e architettonica di Piazza campo del Palio, con l’obiettivo di rivitalizzarla rendendola più fruibile e sicura per i cittadini . Secondo quanto riportato dai media sono giunti 23 progetti presentati da professionisti provenienti da varie città d’Italia. A suo tempo furono resi noti al pubblico solo i tre progetti che la commissione giudicò più validi, noi riteniamo invece che sarebbe opportuno renderli noti tutti, attraverso una esposizione aperta al pubblico. Tale iniziativa, alla quale ci rendiamo disponibili a collaborare, assolverebbe a giusti principi di trasparenza ma contribuirebbe anche a rendere più consapevole il dibattito che pensiamo si debba aprire in città sulle opere infrastrutturali per il centro storico. Leggiamo infatti di ipotesi di parcheggio sotterraneo sotto Piazza Alfieri o sotto Piazza De Andrè, ma ricordiamo che il concorso di idee per Piazza Campo del Palio fu istituito in seguito alle indicazioni emerse da una consultazione sulla mobilità promossa dalla Giunta Comunale il 12 novembre 2016 che vide indicare, dalla maggior parte dei portatori di interesse presenti, proprio in Campo del Palio l’ubicazione di un nuovo parcheggio. L’obiettivo non è certo quello di sponsorizzare un progetto piuttosto che un altro (noi pensiamo che su questi argomenti le posizioni debbano essere più “laiche” possibili ed avvalersi di studi costi e benefici redatti da tecnici di comprovate competenze) ma quello di rendere il processo decisionale partecipato e condiviso che porti quanto prima a trasformare Piazza Alfieri nel salotto della città, libero dalle auto e che Piazza Campo del Palio subisca di un profondo restyling. Cordiali saluti. Circolo Cittadino Partito Democratico Mario Mortara

giovedì 11 ottobre 2018

PD incontra gli abitanti di Villaggio Bellavista

Il gruppo Consiliare PD (Motta, Ferlisi, Sutera, Dolce) e rappresentanti del Circolo cittadino PD (Mortara, Ghigo) incontreranno gli abitanti del villaggio Bellavista e zone limitrofe per condividere le problematiche e supportare le richieste fatte alla Giunta Comunale. Mercoledì 17 Ottobre, ore 20.30 presso il circolo ANSPI Santo Spirito Via Don Gallo 14.

Ecco la verità sulle dimissioni all'ASP

Il PD di Asti è tornato alla carica in una conferenza pubblica dove ha riportato, dopo aver richiesto un accesso agli atti, le vere motivazioni delle dimissioni avvenute all'ASP. Erano presenti: Maria Ferlisi, Antonio Sutera, Angela Motta, Mario Mortara, Giovanna Beccuti.

Sanità Piemontese: Piano delle cronicità

Venerdì 12 Ottobre con l'assessore alla sanità della regione Piemonte Antonio Saitta si parlerà delle gestioni delle cronicità citando esempi virtuosi. Parteciperanno il vice presidente del consiglio regionale della regione Piemonte Angela Motta e il direttore generale dell'ASL di Asti Mario Nicola Francesco Alparone. Cardinal Massaia, venerdì 12 Ottobre dalle ore 14.00 alle ore 18.00.

ELEZIONI PROVINCIALI

Il Centrodestra é orientato a definire autonomamente una lista di candidati per il rinnovo del Consiglio provinciale previsto per il prossimo 31 ottobre. Il PD, volendo contribuire responsabilmente alla difficile amministrazione provinciale, ha apprezzato l'idea proposta circa due settimane fa dal Presidente di comporre una lista di 10 amministratori comunali delle diverse zone del territorio provinciale. Il successivo confronto col Centrodestra non ha però consentito di convenire condizioni soddisfacenti, cioè fondando la lista su riconosciute espressioni di ciascuna zona. Il PD mantiene pertanto ferma la necessità di riconoscere nella lista una giusta rappresentanza a ciascuna zona. Asti, 9 ottobre 2018 Pino Goria, segretario provinciale PD

lunedì 8 ottobre 2018

OSSERVATORIO OTTOBRE 2018

L'OSSERVATORIO. Senza pretesa alcuna di sentirmi “essenziale”, ma solo per rispondere positivamente all'invito di diversi amici e compagni a proseguire l'invio dell'Osservatorio, che vi spedisco questo nuovo scritto, che spero vogliate gradire (anche se non vi trovaste d'accordo). Il Governo e l'Europa. Era evidente, come le dichiarazioni di questi giorni hanno confermato, che la vera posta in gioco dell'attuale maggioranza giallo-verde attraverso il Dpef fosse l'UE e i suoi vincoli. Matteo e Giggino sapevano benissimo che l'Europa avrebbe contestato l'ipotesi di manovra economica del governo con il suo 2.4% nel rapporto deficit/Pil, ma fedeli ad un clichè che li vuole decisi, imperterriti, come persone che non guardano in faccia a nessuno, a beneficio delle rispettive claque sui social, sembran decisi ad andare avanti, senza dare convincenti risposte alla ovvia considerazione che il conseguente aumento dello “spread” andrà ad incidere non poco sul risparmio degli Italiani. Ma come il “grande” statista Di Maio ha detto: “noi (i pentastellati) tra lo spread ed i cittadini scegliamo questi ultimi”, quasi ad ammettere che l'azione della maggioranza tende più a mantenere e gestire il consenso elettorale dei rispettivi contraenti il patto che non al Paese nella sua interezza. E c'è un'altra considerazione da fare, a mio avviso: il Movimento sta mettendo in gioco se non la propria sopravvivenza politica, certamente la sua attuale gerarchia e composizione. In altri termini, se Salvini, come detto, può interrompere l'attuale esperienza governativa, senza “grossi danni politici” anche andando anticipatamente al voto (in caso di retrocessione rispetto alle attuali percentuali accreditategli, la sua Lega avrebbe comunque un notevole incremento rispetto al 4 marzo e soprattutto sarebbe il partito più consistente in ambito centro-destra), Di Maio no, tanto più se alle prossime Europee (e parziali Regionali) il Movimento dovesse calare al di sotto del 30%, perchè per lui sarebbe la fine del suo ruolo di capo (cosa che certamente lo rende particolarmente nervoso, ammettendo nelle difficoltà “i miei non li reggo più”); del resto l'elettorato pentastellato è assai variegato e questa accondiscendenza dei Cinquestelle verso Salvini può rimanere un malumore sottotraccia finchè il Movimento sembra portare a casa il suo programma, ma quando dovesse mancare un riscontro elettorale positivo sarà inevitabile che tale malcontento represso diventi esplicito. Che significato infatti può avere quest'insistenza sul rapporto deficit/pil al 2.4% se non mostrare i muscoli e far vedere che l'aria è cambiata, motivo per cui una eventuale e “ragionevole” riduzione da quella quota significherebbe “perdere la faccia”? Ma poi, solo per fare qualche rapida considerazione, che senso ha parlare di reddito di cittadinanza in chiave “etica”? Chi stabilisce quali acquisti (coi soldi del reddito) sarebbero morali e quali no? Il Governo? E sulla base di quali parametri? Ed ancora: come mai non c'è stata finora una vera proposta per combattere l'evasione fiscale che in Italia è davvero eccessiva? Solo perchè Giggino governa con la Lega notoriamente allergica a controlli fiscali (accettandone però l'idea di “pace fiscale”, che non è altro che un vero e proprio condono) o perchè sà che su un tale argomento (come per l'immigrazione) rischia di perdere voti? E per qual motivo, dato che volendo si possono conoscere i tanti evasori condonati, i Cinquestelle non fanno la proposta “retroattiva” (o la retroattività vale solo per i vitalizi?) fino a 15-20 anni, di un serio, “etico” (stavolta sì) patto con costoro, concordando in pochi anni la restituzione di quanto hanno consapevolmente sottratto allo Stato (e quindi ai cittadini)? Per non coinvolgere Beppe Grillo, condonato nel 2005? E come si conciliano dunque gli anni di carcere proposti per chi dovesse usufruire del reddito di cittadinanza, violandone furbescamente però le norme e le condizioni stabilite, con questa sostanziale benevolenza verso gli evasori? Il caso Verona. Io spero che il caso della capogruppo dem al consiglio comunale della città veneta, Carla Padovani, venga affrontato con lucidità e con una certa elasticità mentale. Il Pd è un partito plurale, vi sono dentro molti cattolici convinti e un tema come l'aborto non può non rientrare tra quelli che investono in profondità la coscienza personale di ognuno. Detto ciò, è ovvio che la posizione espressa dalla maggioranza del consiglio comunale veronese è soprattutto strumentale; definire Verona “città aperta alla vita” vuol per caso dire che altre città in Italia sono “aperte alla morte”? Come non vedere che un tale pronunciamento viene a cadere proprio con un governo nazionale “omogeneo” alla maggioranza politica della città (da tempo) e che ha un ministro per la Famiglia ed un sottosegretario (Pillon) il cui Ddl recentemente presentato vuole rivedere l'attuale prassi delle separazioni, ad oggi “più favorevole” alla donna, notoriamente la parte economicamente più debole della coppia, con il ricorso tra l'alto all'istituto della mediazione (e Pillon pare abbia uno studio di mediazione...)? Ma al netto di ciò, chi sente una profonda, legittima contrarietà all'aborto può a volte anteporre comunque il proprio convincimento ad altre valutazioni politiche immediate. Certo, il partito ha al riguardo una posizione, in riferimento soprattutto alla necessità dei consultori e del loro funzionamento, di sostegno alla “194”; io direi, umilmente, che previo ovvio e doveroso confronto con la base veronese del Pd la Padovani decida se dimettersi dall'incarico (se richiestole in maniera pressante) o meno (se la base si mostrasse “comprensiva”), ma per favore nessuno ne auspichi l'espulsione, perchè chi ha certe sensibilità ha tutto il diritto di militare in un partito che come detto è (deve essere) plurale, tollerante, la cui adesione avviene sulla base di una visione politica generale, non su temi particolari di coscienza, che peraltro vanno al di là “del politico”. O no? Gianni Amendola

sabato 6 ottobre 2018

APERTURA SEDE PD Circolo di Asti

Ecco gli orari di apertura del PD Circolo di Asti per venire incontro alle esigenze dei cittadini sia in termini di proposte ed idee per una città migliore che per raccogliere le istanze dei cittadini e farsi portavoce di esse.

MANIFESTAZIONE PD a ROMA



MANIFESTAZIONE DEL 30/09
Con la partecipazione di un gruppo di iscritti e di semplici elettori la delegazione del PD di Asti, presenti ll
sottoscritto, ll segretario Provinciale ed il sindaco di S. Martino Alfieri, è intervenuta alla riuscitissima
manifestazione del 30 settembre a Roma organizzata dal Partito Democratico. "Per l'ltalia che non ha
paura" lo slogan con cui la Segreteria Nazionale ha voluto mobilitare il popolo di sinistra contro la
propaganda , le politiche e i comportamenti istituzionali delle forze politiche attualmente al governo.
La risposta alla convocazione è stata dawero impressionante : non mi pronuncio sul numero dei presenti,
ma Piazza del Popolo era stracolma di partecipanti che riempivano anche gli spazi delle 5 vie che vi
confluiscono.
Popolo festoso e con tanta voglia di partecipare: numerose volte ha scandito la parola d'ordine "Unità -
Unità" !!! sottolineando alcunipassaggideivariospitiintervenutisulpalco. Ospiti - quasi tutti in
rappresentanza della società civile - che hanno raccolto l'invito del Pd a manifestare sul palco i motivi della
propria opposizione a questo governo.
Tra gli interventidegliospiti miè rimasto impresso quello del minisindaco Pd del municipio della Val
Polcevera , tra i primi ad accorrere sul luogo del disastro, il quale ha criticato il governo perché il decreto
su Genova è molto lontano dalle esigenze deI territorio.
Quello del sacerdote di Milano che nel tempo ha messo a disposizione il proprio alloggio a più di mille
migranti potendo così zittire i sostenitori del refrain xenofobo : " vuoi fare il buono con i migranti, allora
prendili a casa tua".
Quello dell'awocatessa presidente di una associazione che promuove i diritticivili la quale ha sollecitato il
Partito ad opporsi in parlamento alla proposta di legge dell' oltranzista cattolico Pillon (lega).
Quello dell"operaio dell'llva diTaranto che ha attribuito alla Bellanova e Calenda (ex ministri PD) il merito
di aver trovato una faticosa mediazione nel conflitto tra diritto alla salute e salvaguardia del posto di
lavoro.
Mi è piaciuto l'intervento del sindaco PD di Rimini che è salito sul palco per denunciare la cancellazione da
parte di questo governo dei fondi ( L,6 rniliardi) stanziati dai nostri governi per la riqualificazione delle
periferie urbane. Anche Rimini è stata privata deifondi necessaria riqualificare la sua parte nord.
Come Asti - dico io e mi scuso per l'inciso - che ha perso 31 milioni. Però da parte del sindaco Rasero e dei
parlamentariastigiani Giaccone (legale Romano (5 stelle)sull'argomento silenzio ditomba. Diquesto loro
comportamento devono rispondere davanti alla pubblica opinione locale.
Nella successione degli interventi sul palco è stato inserito anche un intermezzo del comico Paolo Hendel
che ha suscitato molte ilarità ironizzando sui leghisti, igrillinie........ perché no suivecchi vizi della sinistra.
lnizia poi l'intervento del Segretario Martina durato circa 45 minuti. Un Martina, devo dire, che ha usato
toni ed argomenti adatti ad entrare in sintonia con una piazza cosi appassionata. Accenti ben diversi da
quelli pacati cui solitamente ricorre nelle dichiarazioni e/o interviste televisive. Un Martina insomma da
battaglia nei confronti del governo:
" I partiti di governo sono dei nazionalisti di destra pericolosi per il paese. Hanno un istinto illiberale,
antidemocratico, oscurantista."
" Sono ossessionati dalla ricerca del nemico invece di essere ossessionati dalla ricerca di una soluzione dei
problemi per tutti. Un paese non tiene se viene governato dall'odio. Non tiene se i ministri passano il loro
tempo ad insultare l'opposizione. Vergognatevi di aver dato degli assassini politici ai vostri awersari in un
paese in cui veri riformisti sono stati uccisi per aver voluto cambiarlo. Andate a studiare la storia."
Ancora : "Dovete essere all'altezza di questo Paese, non governando da un balcone con al di sotto la
claque dei parlamentari cinque stelle ad applaudire, scene da repubblica delle banane."
Poi l'attacco sulla manovra : " Siete ladri difuturo. Altroché manovra del popolo, truffa del popolo:
evasori condonati e giovani indebitati. Non c'è niente per chi lavora e paga le tasse. Zero per i giovani, zero
per le famiglie, zero per gli investimenti."
Rivolgendosi a Salvini : " Lega ladrona. Restituisci i 49 milioni ai contribuenti italiani. Altro che uno vale
uno. Un operaio non può restituire il suo debito in 80 anni".
Attacca pure i 5 stelle : Di Maio ha fatto da maggiordomo all'accordo tra Berlusconi e Salvini sulla RAl. Poi
rivolto al Presidente del Consiglio : " Chiedo a Conte, se c'è, di battere un colpo, di essere all'altezza del
ruolo che ricopre: io capisco solo che si è trasformato da awocato del popolo in awocato del suo
portavoce".
Tuttavia , a mio parere, le prese di posizione politiche più significative di tutto l'intervento di Martina sono
le esplicite richieste di dimissioni dei due ministri Tria e Toninelli : " Chi deve andare subito a casa è
Toninelliche ha promesso rivoluzioni e si presenta dopo 45 giorni con un decreto su Genova dove non c'è
nulla. Vergogna". Poi tocca a Tria, invitato a trarre le dovute conseguenze per il suo cedimento : " Se non
ha il coraggio di difendere le sue stesse posizioni sui conti, allora vada a casa".
Nelle conclusioni Martina ha owiamente esposto anche la sua visione delle problematiche del partito e
della politica in genere :
"lo voglio un congresso che si misuri sulle questioni prima che sulle persone. A 10 anni dalla nascita del Pd
dobbiamo rimettere al centro le idee. Una politica che sifa insierne, sennò prevarrà sempre il demagogo di
turno. Voglio uno sforzo, una nuova elaborazione su alcunitemi : dalla migrazione alla rivoluzione
tecnologica.
"C'è una gigantesca questione generazionale e deve essere la questione che ci sta più a cuore. O il PD sarà il
partito delle nuove generazioni o non c'e la farà."
" Noi combatteremo per una nuova Europa, non quella che c'é. E dobbiamo dirlo ad alta voce che non c'è
Italia fuori dall'Europa, perché l'ltalia fuori dall'Europa sarebbe magari succursale di qualche amico di
Salvini."
Martina dice di aver apprezzato le posizioni espresse recentemente da Corbyn sulle magagne del
capitalismo,
Algrido che si leva dalla piazza "Unità,Unità" Martina risponde che ha apprezzato lo slogan disegnato
sulle magliette di alcuni militanti: "Noi siamo somma non divisione".
Rivolge quindi l'appello finale alla piazza: " lo chiedo a tutti quelli che guardano sempre ai limiti del Pd di
alzare la voce, di scuotersi come abbiamo fatto noi. E'troppo importante la sfida. Questo partito è pronto
ad ascoltarvi, contribuite a costruire una alternativa, fate un passo avanti. Da questa piazza io voglio dire ai
tanti elettori di centrosinistra che il 4 marzo non ci hanno votato: abbiamo capito. Adesso però dateci una
mano, perché non possiamo permetter che l'ltalia in mano a questi folli vada a sbattere. Allora sì più unità,
meno arroganza, più ascolto. lo dico un partito di strada, fianco a fianco delle persone. "
ll coordinatore del Circolo Cittadino diAsti
Mario Mortara

ASP: cosa sta succedendo?




Ci sorprende, e non poco, il silenzio di Forza Italia e della Lega sulle ultime vicende Astigiane; tanto erano presenti sui media con proposte, promesse e propositi in campagna elettorale,  quanto sono ora assenti nel commentare o prendere posizione sulle ultime sconcertanti vicende che stanno interessando Asp e non solo.
Pare strano che, soprattutto Forza italia, non abbia alcunchè da dire in ordine alle dimissioni del suo coordinatore cittadino,  Andrea Marengo da Vice Presidente di Asp e alle motivazioni, dallo stesso addotte: “non c’erano più gli stessi obiettivi condivisi con il Comune”.  Nessun  commento sulla controreplica dei Soci privati, neanche da parte della Lega,  che attraverso l’intervista di Romano  smentiscono le affermazioni di Negro sul presunta impossibilità di incidere da parte della parte pubblica  confermando che le dimissioni sarebbero imputabili alla sfiducia avuta dal Sindaco.  Non sono certo questioni di poco conto, da minimizzare come ha fatto il Sindaco (stile che si ripete per tutte le questioni che non riguardano il Palio), e meriterebbero approfondimenti anche da parte di queste forze politiche che hanno avuto la fiducia dei cittadini e proprio per questo meritano più rispetto. Tutti gli indizi tuttavia portano a pensare che proprio nella  maggioranza consigliare ci siano molti imbarazzi  nei confronti di un Sindaco che sembra amministrare in solitudine, e che di conseguenza stiano a venendo a mancare proprio i presupposti che sono alla base di una efficace amministrazione.  Un'altra testimonianza della confusione in cui versa la maggioranza, deriva ancora dalle affermazioni  di Romano   che  si starebbe lavorando al progetto  dei parcheggi sotto Piazza Alfieri e ridiscutendo il teleriscaldamento;  è possibile che  due opere importanti e vitali per la città vengano pubblicamente alla luce in questo modo? Se non ci fossero state le dimissioni quando, il Sindaco, avrebbe pensato di avviare un confronto in Consiglio Comunale e con la popolazione? Sia chiaro che noi non siamo pregiudizialmente contrari a progetti di sviluppo della città, ma quando questi sono così importanti richiedono  la massima condivisione; invece tutto avviene nelle segrete stanze in barba al famoso slogan “Sindaco anche tu”.
Ebbene su tutti questi argomenti ci piacerebbe conoscere la posizione di Forza Italia e Lega, ma ci piacerebbe anche sapere cosa ne pensa Galvagno della fusione di ATL Asti con Alba, lui che ha fatto una battaglia sulla famosa provincia del vino “ Langhe, Roero e Monferrato”,  e stiamo aspettando dall’On.  Giacone ancora una sua presa di posizione sui fondi periferie che mancheranno ad Asti e sulla nomina del suo sostituto in Giunta.

Mortara Mario
Partito Democratico Circolo di Asti